sabato 7 febbraio 2026

GLI INCENDI DI CLASSE L

ISO 3941 - Le Classi d'incendio

 

Dal 26 Gennaio 2026 la ISO 3941 è stata aggiornata. L'aggiornamento ha visto l'introduzione di una nuova Classe d'incendio, la CLASSE L. Questa nuova Classe d'incendio racchiude gli incendi derivanti dalle batterie, dove la componente chimica interna è coinvolta e più precisamente quegli incendi provenienti dalle batterie agli ioni di litio chiamate LIB - Lithium Ion Battery. La sua introduzione si è resa necessaria visto il crescente numero d'incendi che questi dispositivi provocano, anche con disastrose conseguenze. Oggi giorno le batterie agli ioni di litio LIB sono presenti più che mai nella nostra vita quotidiana, dagli utensili da lavoro, all'elettronica per comunicazione e all'autotrazione. Le batterie agli ioni di litio bruciano molto velocemente rispetto agli incendi detti "normali" e con poco preavviso, da qui la loro grande pericolosità.

Rapida propagazione dell'incendio di Classe L in verde

Per capire meglio come questi incendi si sviluppano e soprattutto come gestirli, dobbiamo capire fino in fondo come avvengono e perché. Partiamo dal comprendere come è fatta una batteria LIB.
La batterie LIB non sono tutte uguali  sono di materiali diversi,. Questo dipende dall'uso al quale sono destinate, possono essere al Litio Ferro e Fosforo (LFP), Litio Nichel Manganese Cobalto (NMC) ed Litio Nichel Cobalto ed Allumino (NCA). Esse hanno ovviamente anche forme diverse cilindriche, piatte o a prisma.

Tipologie di batterie LIB

Tutte hanno in comune la stessa composizione interna, ossia sono formate da un anodo, catodo, separatore ed elettrolita. L'elettrolita di solito è Esafluorofosfato di litio (LiPF6) è il sale elettrolitico più utilizzato nelle batterie agli ioni di litio. Esso svolge un ruolo fondamentale nel consentire il movimento degli ioni di litio tra anodo e catodo durante la carica e la scarica. Disciolto in una miscela di solventi organici come carbonato di etilene e carbonato di dimetile, LiPF6 forma un liquido conduttivo che consente un efficiente trasporto di ioni. Tuttavia, la batteria a LiPF6 non è priva di inconvenienti essendo termosensibile.
Quando vi è un cortocircuito interno alla LIB dovuto ad un difetto di fabbrica, perforazione o aumento di temperatura per sovraccarico o per contatto, il separatore può danneggiarsi e l'energia immagazzinata nella batteria tenta di raggiungere l'altro polo aumentando la temperatura dell'elettrolita. 
A questo punto si innesca quella che è chiamata Fuga Termica o Thermal Runaway. La fuga termica nelle batterie agli ioni di litio si verifica in otto fasi chiave. Inizia con la rottura dell'interfase elettrolitica solida (SEI) a circa 50°C, esponendo il litio reattivo. Segue la decomposizione dell'elettrolita LiPF6, con il rilascio di gas infiammabili. Con l'aumento del calore, la pressione aumenta e i sali inorganici si degradano. Intorno ai 140°C, il separatore si fonde, con cortocircuito interno. A temperature più elevate, il catodo rilascia ossigeno, alimentando la combustione. Intorno ai 300°C, reazioni esotermiche autosufficienti innescano la fuga termica. Le temperature aumentano rapidamente, portando alla rottura della cella. Infine, a circa 400°C, si verifica l'accensione o l'esplosione. Ogni fase accelera la successiva, La cella in thermal runaway contagia le altre celle con guasti catastrofici.

Fuga Termica o Thermal Runaway

Nell'incendio di Classe L abbiamo 2 eventi pericolosi al quale prestare attenzione:

Propagazione termica: La propagazione termica nei pacchi batteria agli ioni di litio si verifica quando il calore si diffonde da una cella alle altre, causando una reazione a catena di surriscaldamento e potenziale incendio o esplosione. Quando una singola cella si guasta, a causa di difetti interni, surriscaldamento o danni, rilascia calore e gas infiammabili. Se le celle vicine assorbono questo calore e
superano le temperature critiche, entrano anch'esse in fuga termica, intensificando rapidamente la reazione. 

Nube di Gas: In caso di fuga termica o guasto della batteria, i veicoli elettrici (EV) possono rilasciare nubi di vapore contenenti gas tossici ed infiammabili. Questi vapori sono costituiti principalmente da idrogeno, monossido di carbonio, metano e composti organici volatili (COV), che possono infiammarsi e formare miscele esplosive. L'idrogeno è altamente infiammabile, mentre il monossido di carbonio è tossico (infiammabile) e può rappresentare un grave rischio per la salute. Inoltre, potrebbe essere presente acido fluoridrico, corrosivo e pericoloso se inalato.

Ora prenderemo in esame L'incendio di Classe L su autovettura Elettrica sebbene vi siano molte tipologie di auto elettriche prenderemo in esame solo quando queste si incendiano per le ragioni precedentemente espresse.

Pacco Batteria nella Vettura Elettrica


Nelle auto compresi gli autubus, vi sono celle a forma cilindrica. Le celle cilindriche sono le più comuni, caratterizzate da un gruppo di elettrodi arrotolati all'interno di un involucro metallico. Tra i modelli più diffusi ci sono le celle Tesla 4680. Queste offrono un'eccellente gestione termica e durata, ma possono portare ad un impacchettamento inefficiente a causa degli spazi tra le celle che si vengono a creare. Comunque queste celle vengono racchiuse in moduli che a loro volta formano il PACCO batteria.
Il pacco batteria delle auto è raffreddato in vari modi, con un liquido  o con una centralina che  indirizza l'utilizzo di un modulo piuttosto che un'atro quando questo si surriscalda o da un materiale che cambia di stato quando si surriscalda per migliorare il raffreddamento.
Ma una volta iniziata la fuga/deriva termica il gas e calore che si sviluppa all'interno del pacco batteria porta alla rottura del scatola che contiene i moduli.
Con conseguente rilascio di gas e dardi di fuoco.
I Gas sono molteplici e la loro pericolosità è oggettiva in termini di salute se inalati o innescati, ma dobbiamo prendere in considerazione due aspetti principali se l'auto emette gas all'aperto o al chiuso:

  1.  Nube di gas NON Confinata:  Un'esplosione di nube di vapore non confinata (UVCE) che coinvolge i vapori delle batterie agli ioni di litio dei veicoli elettrici si verifica quando i gas infiammabili, come idrogeno, metano, monossido di carbonio e composti organici volatili (COV), si accumulano all'aria aperta e prendono fuoco. Se una batteria danneggiata o surriscaldata rilascia vapori, questi si disperdono nell'atmosfera, formando una nube combustibile. Se è presente una fonte di ignizione, come una scintilla o calore estremo, la nube si infiamma, causando una rapida combustione con calore e pressione intensi. Poiché il vapore non è confinato, l'esplosione si diffonde verso l'esterno, generando una palla di fuoco e un'onda d'urto che possono causare gravi danni. La mancanza di contenimento consente alle fiamme e alla pressione di espandersi rapidamente, aumentando i rischi per le strutture e le persone vicine. La gravità dipende dalla concentrazione del vapore, dalle condizioni ambientali e dalle fonti di ignizione. 
  2. Nube di Gas Confinata : Un'esplosione di nube di vapore confinata (CVCE) che coinvolge i vapori delle batterie agli ioni di litio dei veicoli elettrici si verifica quando i gas infiammabili, come idrogeno, metano, monossido di carbonio e composti organici volatili (COV), si accumulano in uno spazio confinato e prendono fuoco. A differenza di un'esplosione non confinata, l'accumulo di pressione in un'area chiusa, come un garage o una galleria, può amplificare significativamente la potenza distruttiva dell'esplosione. Quando si verifica l'innesco, i gas intrappolati bruciano rapidamente, generando un'onda di pressione intensa che può causare gravi danni strutturali, tra cui crolli di muri, schegge di finestre e persino il collasso dell'edificio. Il confinamento intensifica l'energia termica, generando una palla di fuoco che può propagarsi attraverso i sistemi di ventilazione o le aperture strutturali, aumentando il rischio di esplosioni secondarie. La gravità di una CVCE dipende dalla concentrazione di gas, dal livello di confinamento e dalla fonte di innesco.
Quando si approccia un'auto elettrica per incidente o perché sta emanando gas spontaneamente ma ancora non è avvolta dal fuoco, è indispensabile avere con se 4 dispositivi fondamentali Acqua, Multigas, Termocamera e Ventilatore.

Dispositivi di protezione su EV

  1. Getti di copertura: I getti di copertura dovrebbero essere disponibili in tutti gli incidenti con veicoli elettrici (EV) per proteggere il personale di emergenza da potenziali nubi di vapore e incendi causati da eventi di fuga termica. Quando i pacchi batteria agli ioni di litio si surriscaldano, rilasciano gas infiammabili e tossici, che possono incendiarsi e formare miscele esplosive. I getti di copertura creano cortine d'acqua, disperdendo i vapori e riducendo l'intensità dell'incendio, proteggendo i soccorritori dall'esposizione a sostanze pericolose. Inoltre, l'applicazione continua di acqua raffredda i pacchi batteria, impedendo un'ulteriore propagazione termica.
  2. Termocamera: La termografia dovrebbe essere utilizzata in tutti gli incidenti che coinvolgono veicoli elettrici (EV) per rilevare l'aumento di temperatura attorno al pacco batteria, che potrebbe indicare un potenziale evento di fuga termica. Scansioni regolari consentono al personale di emergenza di identificare i pacchi batteria surriscaldati prima che si aggravino, fornendo un allarme tempestivo fondamentale. L'accumulo di calore nei pacchi batteria danneggiati o compromessi può segnalare un'imminente propagazione termica, aumentando il rischio di incendi ed esplosioni. Il monitoraggio continuo aiuta i vigili del fuoco a valutare il rischio e a determinare se siano necessarie misure di raffreddamento, come l'applicazione di acqua. L'integrazione della termografia nei protocolli di emergenza per i veicoli elettrici migliora la sicurezza, garantendo risposte proattive per mitigare efficacemente gli incidenti pericolosi correlati alle batterie.
  3. Multigas: I rilevatori di gas dovrebbero essere installati vicino alle batterie dei veicoli elettrici sul luogo dell'incidente per fornire al personale di emergenza avvisi tempestivi di potenziali eventi di fuga termica. Nelle fasi iniziali, le celle agli ioni di litio in avaria rilasciano gas come monossido di carbonio, idrogeno, metano e composti organici volatili (COV). Il rilevamento in tempo reale di questi gas segnala l'instabilità chimica prima che compaiano fumo visibile o calore eccessivo, consentendo ai soccorritori di adottare misure preventive. I dispositivi di monitoraggio aiutano a valutare il rischio, guidando le decisioni su raffreddamento, ventilazione o evacuazione. L'integrazione del rilevamento dei gas nei protocolli di emergenza per i veicoli elettrici migliora la sicurezza, riducendo al minimo i rischi e garantendo tempi di risposta critici in caso di incidenti legati alle batterie.
  4. Ventilatori: I ventilatori per la ventilazione a pressione positiva (PPV) sono essenziali negli incidenti con veicoli elettrici (EV), in cui i vapori delle batterie rappresentano pericoli. I ventilatori per la PPV possono essere posizionati strategicamente per deviare questi vapori lontano dal personale di emergenza e dal pubblico, riducendo i rischi di esposizione. In scenari di soccorso immediato, il flusso d'aria controllato previene i pericoli di inalazione e migliora la visibilità per i soccorritori. Il corretto posizionamento dei ventilatori garantisce una ventilazione efficace, mitigando  i rischi di esplosione e migliorando la sicurezza generale. L'integrazione dei ventilatori per la PPV nei protocolli di intervento per i veicoli elettrici è fondamentale per gestire in modo efficiente gli incidenti legati alle batterie. I ventilatori per la ventilazione a pressione positiva (PPV) devono essere installati insieme ai getti per gestire efficacemente i vapori pericolosi durante gli incidenti con veicoli elettrici. Mentre i ventilatori per la PPV deviano i gas infiammabili e tossici lontano dal personale di emergenza e dagli occupanti intrappolati, i getti d'acqua svolgono un duplice ruolo: diluire i vapori e prevenire le fonti di ignizione. Dirigendo i flussi d'acqua verso la parte bassa del veicolo, i soccorritori possono spingere i vapori sotto il veicolo anziché accumularsi vicino al personale. Questo approccio combinato riduce al minimo i rischi di esplosione raffreddando al contempo il pacco batteria, riducendo l'ulteriore escalation termica. Strategie integrate di ventilazione e soppressione garantiscono operazioni di soccorso e lotta antincendio più sicure per i veicoli elettrici.
Posizionamento Ventilatore su EV

Tentare di spegnere una batteria di un'auto elettrica può risultare una procedura lunga, il "goal" si avrebbe se riuscissimo ad introdurre l'acqua o acqua e agenti bagnanti all'interno del pacco batteria allagandola (molte batterie hanno il Fireman Access). Un agente bagnante che in molti test ha avuto grande efficienza è stato l'F500 

Efficienza dei vari estinguenti sulla LIB

L'F500 agisce con le sue proprietà su vari punti della LIB e dei suoi Gas espulsi quando è in fuga termica, ma rimane il fatto che si deve riuscire ad inserire l'agente bagnante all'interno del pacco batteria.

Azione dell'agente bagnante F500 su i vari punti che compongono la fuga termica di una LIB

Sebbene non vi sia uno standard per l'estinzione degli incendi di Classe L nella  NFPA 10 o nella EN 3 parte 7 del 2004, esiste un estintore alla vermiculite. La vermiculite è un minerale e l'estintore alla vermiculite ha la sigla estintore AVD - Aqueous Vermiculite Dispersion che agisce in tre modi principali per raffreddamento, formazione di una pellicola di minerale dopo l'evaporazione dell'acqua ed esclusione dell'ossigeno. 



Questo estintore può andare bene per piccoli oggetti che compongono la nostra vita quotidiana che forse sono il male più insidioso negli incendi di Classe L perché sono nelle nostre case.
I veicoli elettrici per lo spostamento urbano veloce, come monopattini e biciclette elettriche compongono una grande porzione di probabile fonte d'incendio forse più delle auto elettriche e per quanto un incendio di EV sia grave questo non potrà mai essere più grave di un monopattino o bici elettrica all'interno di una abitazione!
Gli incendi di questi dispositivi hanno portato a gravissime conseguenze tanto che negli stati uniti ed in ambiti UE è stato proibito di ricaricarli in casa o nell'androne delle scale che servono l'edificio. Posizionare questi dispositivi nelle vie di fuga è ESTREMAMENTE PERICOLOSO!
La nube di gas ed il fuoco che si sviluppa, inibisce l'uscita delle persone in pochissimi secondi.
Dai laboratori UL è stato sviluppato un programma che si chiama C.H.A.R.G.E. per sensibilizzare la gestione della mobilità elettrica urbana in sicurezza.



La strategia C.H.A.R.G.E.:

C =  Cerfication - Cerficazione Scegliere prodotti certificati (cercare la certificazione UL).
H = Handle  - Maneggiare con cura; evitare danni alle batterie.
A = Always - Sempre Utilizzare il caricabatterie approvato dal produttore.
R = Read - Leggere e seguire le istruzioni del produttore.
G = Get - Smaltire le batterie usate in modo sicuro (riciclo).
E = Educate  - Informare gli altri.

Casi d'incendio dovuti a monopattini o biciclette elettriche:

venerdì 31 ottobre 2025

Incendio Boschivo l'Attacco Indiretto con il fuoco

GAUF - Corpo Forestale della Regione Sardegna

 Nell'Antincendio Boschivo è importante sapere che quando l'altezza delle fiamme è oltre i 2 m  è bene cambiare tattica con un approccio più sicuro detto Attacco Indiretto. Cercare di applicare acqua in un attacco diretto, alla base delle fiamme con questa altezza di fiamma richiederebbe alti flussi (portate), che in un ambiente boschivo sono difficili da eseguire. Inoltre l'energia irradiata costringerebbe il personale ad indossare indumenti più ingombranti, cosa che nell'antincendio boschivo non è possibile dato che l'incendio è semovente, da non tralasciare anche, che se l'altezza della fiamma  è oltre i 2m significa che il combustibile vegetale che sta bruciando è di una certa consistenza e rilascerà sicuramente un grande quantitativo di massa carboniosa incandescente sul terreno, rendendo impossibile un attacco alla base delle fiamme da zona sicura quale il "NERO" E' !!

Tipologia di attacco basata sull'altezza della fiamma

Quindi l'attacco indiretto è una necessità tattica per operare sugli incendi boschivi. L'attacco indiretto può essere applicato in diversi modi ma sostanzialmente consiste nel rimuovere il combustibile prima che l'incendio arrivi. La rimozione del combustibile elimina un lato del triangolo del fuoco. La rimozione può essere manuale con gli attrezzi come Pale, Gorgui, Pulaski e Mc Leod e Rastri o meccanica attraverso i Buldozer. Ognuno arriva al suolo minerale rimuovendo il combustibile. Oppure con la costruzione di linee dette umide attraverso l'utilizzo del RitardanteGel e Schiuma.

Strumenti per rimozione del combustibile

L'utilizzo del FUOCO nell'antincendio boschivo viene impiegato per AUMENTARE la profondità della LINEA costruita come indicato in precedenza o già presente in modo naturale come barriere rocciose o corsi d'acqua, oppure in modo artificialmente come le strade. Utilizzando il FUOCO, si neutralizza la possibilità che l'incendio in arrivo passi la barriera per contatto di fiamma o per Spotting nella parte "Verde" oltre la linea.

Per accendere il FUOCO, abbiamo bisogno di due cose in particolare Addestramento sui metodi di applicazione e Addestramento sulle Attrezzature per accendere il Fuoco.  

Metodi di applicazione del fuoco

 Vi sono fondamentalmente due tipologie di utilizzo del fuoco:

1 - Per Bruciare il combustibile: Bruciare il combustibile residuo tra il bordi della linea di controllo. Questo avvantaggia la pulizia sulla linea e ne aumenta la lunghezza e la profondità. Anche per pulire il sotto bosco nel fuoco prescritto.

2 - Per il Contro Fuoco: Questa richiede tecniche speciali e una attenta pianificazione ed esperienza. Il Contro fuoco è utilizzato per spegnere un fronte con alta intensità. Una volta che i due fuochi si incontrano avviene l'estinzione. Il fuoco principale ha delle forti correnti ascensionali che risucchiano il fuoco secondario verso se stesso. L'importante in questa pratica è che la linea di controllo sia ben Ancorata, ossia non vi sia nessuna possibilità che il fuoco scappi via, compromettendo la sicurezza di chi opera che DEVE avere SEMPRE due vie di fuga L.A.C.E.S..

Per applicare il fuoco:

  • Quando possibile applicare il fuoco dall'alto verso il basso in terreni scoscesi.
  • Nell'applicazione del Fuoco non DEVE essere MAI compromessa la sicurezza degli operatori.
  • Non cominciare le operazioni se la linea non è stata completata e ben ancorata
  • Siate pronti per possibili cambiamenti della condizione.
Vi sono TRE modelli di applicazione del fuoco a Fasce a Punti e a Strisce. A fasce viene utilizzato nella maggior parte delle operazioni con il fuoco, creando delle fasce parallele che mantengono l'intensità e la larghezza del fuoco sotto controllo. Ovviamente si deve basare l'azione su: il tipo di combustibile, topografia, meteo e comportamento del fuoco previsto in generale. A Punti invece, viene utilizzato per la protezione delle strutture o altri siti importanti. Ognuno di questi modelli potrebbe avere un Allineamento con il vento, combustibile o topografia raggiungendo una intensità notevole quindi, MAI creare fuochi che non si possono controllare.

Il Modello di Applicazione del Fuoco A FASCE: E' utilizzato per aumentare la durezza della linea di controllo o per azioni di rimozione del combustibile che sia un attacco offensivo o difensivo. Quando si usa questo metodo la linea di fuoco corre parallela alla linea di controllo dove la prima linea è chiamata linea di BASE che intende rimuovere il combustibile più vicino alla linea di controllo, le successive vanno a bruciare il combustibile sulla linea di base.

Applicazione del fuoco a FASCE

L'intensità del fuoco è alterata dalla distanza tra le fasce. Aumentando lo spazio si aumenta l'intensità perché vi è ovviamente più combustibile. Lo spazio sarà deciso in base alla profondità che si vuole dare alla linea di controllo.
 
 Il Modello di Applicazione del Fuoco A PUNTI: Il successo di questa tecnica dipende se si ha un piccolo allineamento con il vento o topografia. L'intensità è sempre controllata dallo spazio tra i punti d'ignizione. Ogni fuoco viene annullato dal fuoco immediatamente vicino quindi l'intensità sarà minore.

Applicazione del fuoco a PUNTI



Il Modello di Applicazione del Fuoco A STRISCE: Lo scopo è sempre per tenere l'intensità del fuoco sotto controllo. Questa applicazione parte da un solido punto di ancoraggio applicando il fuoco dalla linea progredendo controvento. Questo fuoco creato procede contro il fuoco principale che può essere o la testa o un fianco. L'allineamento di questo fuoco procedendo contro vento possiede o un allineamento o massimo due. 

Applicazione del fuoco a STRISCE


L'utilizzo di queste tecniche richiede una attenta pianificazione con varie figure operative. Applicare il fuoco è menzionato anche nella legge italiana Articolo 423 bis come segue:

Art. 423, co. 1, bis c.p. – Incendio boschivo. (aggiornato con Legge 9 ottobre 2023, n° 137)
Chiunque, al di fuori dei casi di uso legittimo delle tecniche di controfuoco e di fuoco prescritto,
cagiona un incendio su boschi, selve o foreste o zone di interfaccia urbano-rurale,
ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la
reclusione da sei a dieci anni.

Attrezzature per accendere il Fuoco

Vi sono varie attrezzature per accendere il fuoco come i fuochi a mano, razzi e le Torce a Gocciolamento (Drip Torch). Quest'ultima è la più comunemente utilizzata e permette un miglior controllo dell'applicazione del fuoco.

LA DRIP TORCH

La drip torch è un recipiente con un manico dove viene messo il combustibile liquido, solitamente 1 terzo di benzina e due terzi di gasolio, che gocciola attraverso un beccuccio dove vi è un stoppino acceso. La drip torch crea fuochi molto rapidamente e quindi bisogna fare molta attenzione.

Drip Torch


La Drip Torch è costituita da un contenitore e da un beccuccio e da una valvola. Il beccuccio ha una curvatura per rallentare il combustibile liquido in uscita e la valvola per regolare la quantità di aria che entra nel recipiente e la conseguente fuoriuscita del liquido combustibile.

Durante il trasporto il beccuccio e contenuto nel contenitore della Drip Torch. Le azioni da compiere sono:
  1. Aprire il beccuccio lettera "A"
  2. Svitata la ghiera dorata e girare il beccuccio e riavvitare la ghiera
  3. Aprire la valvola dell'aria lettera "B"
Drip Torch Apertura del beccuccio lettera A e l'aria lettera B




Beccuccio girato e avvitato nuovamente attraverso la ghiera



Utilizzo della Drip Torch

L'applicazione del fuoco per gli incendi boschivi è assolutamente da considerare una attività ad alto rischio e si deve attuare soltanto dopo aver compreso a pieno il comportamento degli incendi boschivi e l'utilizzo dell'attrezzatura da impiegare come la Drip Torch.

giovedì 30 ottobre 2025

Documenti Vari Scaricabili



Questi documenti, che potrete scaricare tramite il link sotto "Documenti Vari" sono stati prodotti per vari gruppi di lavoro.....e NON sono MAI arrivati a chi ne aveva bisogno e limito qui il mio pensiero.

Con questo link li potrete scaricare e spero che in futuro possano esservi utili, fermi nel mio PC non servono a niente.

Download Documenti

Euro Firefighter - Paul Grimwood in Italiano

lunedì 21 luglio 2025

Il Ruolo del Supporto

 

Riccardo Garofalo : Fire Service College UK 2023

Da sempre il ruolo del secondo sulla tubazione è stato frainteso e mal interpretato, come un inglorioso compito dove il pompiere con più esperienza era alla lancia ed il pompiere che doveva apprendere era dietro. Ma non è così, la varietà di compiti che questo ruolo comporta è tutt'altro che da delegare ad un pompiere con poca esperienza!!

Vorrei da prima dire, se nel corso dell'intero blog non si fosse ancora capito, che i ruoli sulla tubazione sono sostanzialmente 3 - lancista, SUPPORTO e controllo porta, questo se la tubazione è da 45mm e nel caso dell'impiego del 70mm invece sono 4, lancista, supporto, controllo punti di frizione e controllo porta... ma come regola generale dipende dai punti di frizione che si incontrano dalla pompa al fuoco o dall'idrante interno all'edificio, al fuoco per entrambe le tipologie di tubazioni.

Stabiliamo però che sulle APS ci sono tre pompieri i quali coprono efficacemente i tre ruoli principali sulla tubazione, quando è dispiegata per attacco interno.

In questo articolo verrà discusso ed approfondito solo il ruolo del secondo sulla tubazione, ossia il SUPPORTO che molti chiamano SERVENTE, a mio avviso in modo errato ed ancora rilegato al vecchio concetto descritto sopra.

Partiamo dal fatto che il supporto non SERVE a nessuno ed ha un proprio compito specifico sulla linea per fare si che essa arrivi a "dama".

Mentre il lancista ha con se la lancia per controllare l'ambiente e proteggere il personale dietro, il supporto ha la radio e la termocamera. La termocamera, per esempio, è un strumento che necessita di grande familiarizzazione ed ha bisogno di una efficace interpretazione su cosa ci mostrando. Quindi il supporto ha tre compiti fondamentali che discuteremo qui di seguito:

  1. Comunicazione
  2. Lettura termocamera
  3. Gestione della tubazione

Comunicazione

Il supporto si mantiene in comunicazioni con il comando ..ROS.. e si rapporta con l'esterno circa le condizioni del fuoco o sulle necessità tattiche, se si ottengono informazioni aggiuntive, come l'estrazione di una vittima con posizione nota o da cercare, invece se già localizzata se ne combina l'estrazione. Comunica le necessita'  per attaccare il fuoco come la ventilazione del lato dove è sito l'incendio o  la ventilazione aggiuntiva per alzare il piano d'interfaccia (erroneamente chiamato piano neutro, il piano neutro può non coincidere col piano d'interfaccia) ma questa non deve essere MAI dietro la tubazione!!! Comunica al comando quando sono sul fuoco e potrebbe richiedere tubazioni aggiuntive ove necessario se ci sono più locali coinvolti o se la prima tubazione è  corta. Per concludere come estremo ratio segnala il  May Day.

Termocamera

Ha con se la termocamera che oramai è un attrezzo indispensabile ed andrebbe utilizzato sempre! Aver la termocamera ci aiuta a capire dove stiamo andando, non solo in termini di orientamento ma anche in termini di energia. Il nostro completo antifiamma assorbe energia proteggendo il corpo dal calore.....ma non ci avverte quando è saturo e leggere il fumo non basta. Nel momento in cui è saturo di energia la stessa passa all'interno del giaccone arrivando agli strati a contato con l'epidermide e più saremo all'interno e più nel percorso verso l'uscita, continueremo ad assorbire energia che passa dall'esterno all'interno del giaccone. La termocamera legge la temperatura interna del locale fino ad una certa distanza, visualizzando sullo schermo al lato destro la temperatura (non esatta non è  un termometro) rilevata dal sensore, proprio dove punta il puntatore sito al centro dello schermo, nello intero schermo invece, con diverse scale di colori, prende forma il layout della struttura, dato che i diversi materiali assorbono quantità di energia in maniera differente e la termocamera ci rappresenta la forme delle cose e più queste avranno un colore tendente al rosso e peggiori saranno le condizioni interne. 

Visione termica  

Nei modelli più  vecchi, che sono ancora in molti di quei virtuosi comandi che al tempo hanno creduto in questo dispositivo, ma purtroppo non lo hanno rinnovato perché già c'è....., vi è mostrata una scala di grigi che tendono al bianco ove più caldo, ma questa scala è di difficile interpretazione, calcolate che un uomo o donna nota tra le 10 e le 30 sfumature di grigio, quindi la lettura diventa molto soggettiva. 


Scansione con termocamera

Torniamo ai doveri del SUPPORTO che con la termocamera in una mano o agganciata ad un retrattile e la tubazione nell'altra effettua 3 scansioni a diverse quote da sx verso dx o al contrario non importa per un totale di 10 secondi, SUOLO per le vittime, buchi scale oggetti, a METÀ per il layout della struttura dove identificano anche porte chiuse (queste vanno lasciate chiuse) o aperte (vanno chiuse) anche le finestre da ventilare eventualmente, poi per ultimo si effettua la scansione in ALTO aspettare un attimo ed in fine identificare la corrente convettiva che ci porta al fuoco.

MAI FARE QUESTA SCANSIONE AL CONTRARIO LA TERMOCAMERA VA IN LOW SENSIVITY!

Una volta che la corrente convettiva è stata identificata il Lancista la DEVE raffreddare... assolutamente......NON E' NEGOZIABILE!


Gestire la tubazione

Il SUPPORTO si posiziona a circa due metri dal Lancista sulla tubazione da 45mm la reazione della lancia in uso non necessita di un contatto fisico con il lancista questo avviene solo per la tubazione da 70mm che possiede anche un peso diverso. Quindi prende la tubazione con una mano o la uncina con il braccio tenendo in mano la termocamera se non ha un retrattile attaccato, poi forma una U con la tubazione dietro il lancista e vi si posiziona al fianco dove effettuare insieme le tre scansioni individuando in fine la corrente convettiva. Posizionarsi in questo modo dara' al Lancista la possibilità di movimento. Il supporto avverte quando la lncia si muove e gli porge nuova tubazione al bisogno senza interromperne l'avanzamento ed il raffreddamento dell'ambiente.

Il supporto vedendo il layout della struttura muovera' la tubazione in tre modi:

  • Su Angolo di 90 gradi
  • Zona con pre caricamento
  • A Ciambella

Su angolo di 90 Gradi

Il Supporto si posizionera' sull'angolo da aggirare e dara' porzioni di tubazione al Lancista. La sua posizione sara' fronte angolo, rispettando uomo-tubazione-angolo non il contrario. Se il il lancista si blocca il supporto prepara lunghezze di tubazione pre caricando zone in previsione del movimento.

Zona con Pre caricamento

Ove si trovino corridoi o riseghe larghe a sufficienza opposte al tiro della tubazione, queste vanno pre caricate di tubo, l'avanzamento da parte del lancista sara' liscio e senza intralci.

Ciambella

Se vi siano discese o salite o semplicemente spazzi sufficientemente larghi, si possono creare ciambelle di tubazione da porre in cima o sotto le scale ....la ciambella di tubazione può rotolare su o giù oppure essere tirata e dissipata dall'anello rotante del raccordo della lancia, sostanzialmente si crea parte di una manichetta ad O, all'interno della zona calda. 

Come si vede il Lavoro del SUPPORTO è tutt'altra cosa visto in questo modo.

ADDESTRATEVI e contribuite al CAMBIAMENTO!!


lunedì 9 giugno 2025

IL COLLETTORE

Collettore su pompa UK

Da quando sono state introdotte le lance DMR nel corpo nazionale, che lavorano alla pressione di 6/7 bar, abbiamo riscontrato dei problemi di portata, che nella maggior parte dei casi, purtroppo non veniva neanche percepita. Tutt'oggi il loro corretto utilizzo è ancora parzialmente omesso. Infatti, esse sono spesso utilizzate sotto portata raggiungibile non lavorando alla pressione corretta.

Il problema spesso avviene quando si utilizzano troppe tubazioni da 45 mm che hanno grandi perdite di carico rispetto ai 70 mm e/o si utilizzano vecchie APS dove la pompa e' progettata per l'utilizzo delle vecchie lance AWG PN 3 bar a 120 l/Min i 45 mm e 270 l/Min i 70  mm.

Per utilizzare le DMR in maniera corretta dobbiamo, essere impeccabili nella costruzione della tubazione, la pompa dell'APS se pur di nuova concezione, non possiede una potenza infinita. Quindi quando operiamo su di un incendio, specialmente in altezza, dobbiamo, ASSOLUTAMENTE essere precisi nell'utilizzo delle tubazioni da 45 mm, che sono molto agili nell'incendio ma "cattive" con le perdite di carico.

Perdite di carico per tubazione di Alessio Funghi

Ora facendo un rapido calcolo possiamo vedere quanta pressione occorre per alimentare una lancia DMR correttamente al 3° piano di un edificio con tubazione tipo rampante. Dove la lancia fluisce a 500L/min. (ricordarsi che parliamo sempre di litri al secondo per essere IMMEDIATAMENTE efficaci).

Calcolando che occorrerebbero circa totale 3 tubi da 70 mm e 2 tubi da 45 mm  

  • 1 Tubo APS ---> divisore 70 mm due vie 70mm per scarico colonna e raggiungimento portone.
  • 2 Tubi per la scala dove verranno coperti circa 1 piano e mezzo a tubo fino al divisore 70mm--->2 vie 45mm.
  • 2 tubi da 45mm per essere sicuri di coprire la lunghezza dell'intero appartamento ed eventuale piano superiore perché non se ne conosce il layout.

Quindi seguendo la tabella sopra:

0.6 bar circa sulle 3 tubazioni da 70 mm

3 bar sulle tubazioni da 45 mm

1 bar dovuta all'altezza 3 piani 10 m.

6/7 alla lancia 

Tot = 11/12 Bar circa

La pompa delle APS se pur nuova concezione a pressione nominale di 15 Bar, in molti casi non fornirà più di 13 Bar. Quindi siamo al massimo della prestazione della pompa per alimentare una lancia DMR a 500L/min al 3° piano, pensate di salire al 4° o 5° piano, ovviamente se scendiamo di portata le perdite di carico diminuiscono e la prestazione della pompa aumenta, ma la nostra esposizione al potere dell'incendio aumenterà anch'essa, avendo meno portata per estinguere l'incendio in un tempo minimo. Possiamo ancora aiutare la pompa utilizzando le tubazioni in verticale, ove possibile, ossia nella luce della scala, minimizzando il loro impiego, ma il loro peso non è trascurabile, un tubo da 70mm pieno d'acqua pesa circa 100 Kg.

Un altro aspetto importante e che sarebbe opportuno, avere SEMPRE la possibilità di alimentare 2 Lance DMR, dove la seconda è la tubazione di copertura, in questo caso, dovrebbe essere sempre creata e non caricata, ma comunque pronta all'uso. L'ottimale è creare linee separate ossia attacco e copertura direttamente da APS separati. Quando non vi è una vita nota a rischio l'esposizione degli operatori andrebbe coperta il più possibile con portata adeguata di 500L/min ed una squadra subito dietro, pronta all'entrata in scena, per qualsiasi motivo. Anche perchè nessuno di noi ha mai pensato (forse a qualcuno è accaduto) che la pompa si guasti nel momento dell'attacco ed avere una tubazione di back up dietro fa una grande differenza.

Io sono un Vigile del fuoco e lavoro in un distaccamento, non lavoro in una centrale e so benissimo cosa vuol dire essere SOLI per molto tempo non avendo personale per costruire una seconda tubazione!

Quindi non ci giro troppo intorno....Come possiamo avere 2 Lance DMR alimentate correttamente con 500L/Min alla lancia?

Abbiamo diverse opzioni a seconda dello scenario.

1 l'incendio e vicino L'APS, la pompa avra' forza sufficiente nel fornire la pressione corretta ad entrambe le lance ma in questo caso dobbiamo fare molta attenzione a quando chiudiamo una lancia, tutta la pressione andra' sull'altra, avvisare l'operatore pompa e' imperativo, la reazione della lancia sara' ingestibile.

2 L'incendio e' lontano a questo punto si fanno due tubazioni alimentate da APS separati, oppure APS e ABP e questo ci dara' un ottimo vantaggio in termini di una alimentazione corretta, Beck up della pompa ed apporto idrico semi ininterrotto e si possono chiudere le lance senza problemi nonché utilizzare due lance con pressione d'esercizio differenti per es. PN6 e PN 2.

3 Se l'incendio e' comunque lontano e siamo soli per un certo tempo attendendo la seconda APS o ABP in supporto intanto possiamo approntare il lavoro utilizzando il COLLETTORE!

Divisore 70mm in modalità COLLETTORE


Utilizzando i pezzi speciali, doppio maschio e doppia femmina, possiamo attaccare 2 APS o APS e ABP ad un unica tubazione gia' in loco.

Usare il divisore 70mm 2 vie 70 mm, in modalità collettore porta innumerevoli vantaggi:

  1. Possiamo alimentare correttamente 2 lance DMR al piano coinvolto tramite divisore 70mm-->2Vie 45mm.
  2. Abbiamo un approvvigionamento idrico quasi ininterrotto.
  3. Possiamo fare una tubazione oltre il 5 piano compensando le perdite di carico e utilizzando comunque i 45mm per attacco interno.
  4. Abbiamo una pompa di copertura nel caso la prima si blocchi
  5. Possiamo scaricare la colonna d'acqua che sale nell'edificio direttamente in strada senza causare danni aggiuntivi allo stabile.

MA ATTENZIONE!!!

Le due APS o APS e ABP NON dovranno avere tutte e due la pressione massima, perchè le tubazioni potrebbero scoppiare vanificando tutti i nostri sforzi.

Per essere sicuri che non vi siano squilibri tra pressioni differenti, dobbiamo equalizzare le pompe e farle fluire alle medesime pressioni rispettando, nel limite del possibile la possibilità' di scoppio della tubazione a valle del collettore. Vi ricordo che le manichette da cassetta antincendio EN 14540 hanno una pressione nominale di 12bar e scoppio 40bar.

Ricordiamoci che in molti distaccamenti NON si utilizzano tubazioni fatte per il lavoro intensivo a doppia calza PN 25 e con scoppio a 60 bar......ma più tosto delle tubazioni PN 16 e scoppio a 40 bar per cassette antincendio utilizzate nella UNI 10779 idranti a muro, ovviamente lavoro NON intensivo.

Tubazioni PN 25, Sx e tubazione PN 16 a Dx a confronto 

Le nostre tubazioni sono tutt'altro che nuove quindi vi invito ad utilizzare questo dispositivo con cautela e magari mettere il 70mm più buono che abbiamo caricato in partenza e posizionarlo subito dopo il collettore, nel posto in cui avrei la massima pressione.

I colleghi d' Europa hanno provveduto al problema di alimentare correttamente le lance DMR con un collettore attaccato direttamente sulla pompa. Questo gli permette di prendere anche i bar dalla rete idrante stradale o da altro APS se necessario.

                                                              Collettore per pompa 

Nelle mie continue ricerche ho trovato traccia del collettore nel nostro passato di VVF Italiani e per precisione nel manuale per allievi VVF del 1966. Anche noi in passato abbiamo avuto il problema di alimentazione più lance o fornire più potenza ad una lancia soltanto. Avendo poca pressione disponibile con le vecchie pompe i nostri predecessori avevamo risolto con il COLLETTORE!

L'angolo tra le bocche da 70mm e' inferiore al divisore in modalità' collettore proprio per aiutare l'entrata dell'acqua all'interno della bocca risultante.

Dal libro manuale di istruzione per Vigili del Fuoco del 1966

PS: Sono state effettuate correzioni GRAZIE all'intervento di un veterano dei Pompieri il signor Domenico Pappalardo che mi ha contattato dicendomi di averlo avuto in partenza e il suo ultimo ricordo sull'utilizzo di questa attrezzatura fu nell'incendio della Cappella dove era custodita la Sacra Sindone, avvenuto il 12 aprile del 1997 a Torino. 

Link dell'incendio:

Incendio nella Cappella della Sacra Sindone 1997

  

venerdì 17 gennaio 2025

THE KILL ZONE

Zona di pericolo 

(In questo articolo verranno omesse specifiche particolari su cosa siano i Progressi Rapidi del Fuoco, il piano neutro, la portata della lancia ed il tipo di attacco 3D pulsing per Gas Cooling. Si intende che si conoscano già questi elementi per comprendere l'articolo e comunque se ne farà riferimento con link di collegamento a post precedenti.)

Per Kill Zone intendiamo tutta la parte che si estende dall'entrata al compartimento coinvolto fino al raggiungimento della sorgente (l'incendio vero e proprio). Ora seguiremo passo passo cosa dovremmo fare e la scienza dietro le nostre azioni per una più accurata progressione nella KILL ZONE. Nella Kill zone tratteremo quello che è il SINTOMO e cioè i prodotti della combustione i gas super caldi per poi arrivare alla MALATTIA l'incendio (non tratteremo il processo di estinzione). Questa progressione sarà spiegata secondo l'utilizzo del metodo di applicazione dell'acqua 3D pulsing per controllare una zona in particolare del compartimento coinvolto tutta la massa gassosa prima dell'incendio.

Per cominciare dobbiamo comprendere la differenza tra la così detta Safe Zone e la Buffer Zone. Questi sono due tipologie di ambiente dove il pompiere staziona con due livelli differenti di sicurezza ove è sito l'incendio e che il pompiere deve assolutamente comprendere.

La Safe Zone lo dice la parola stessa è una zona di sicurezza nel compartimento coinvolto, dove il pompiere riesce ad ottenere la sua massima sicurezza appunto, per poter operare sul fuoco od effettuare un salvataggio. Questo si ottiene se nel compartimento, si riesce ad isolare il fuoco, magari confinandolo in una stanza (azione tentabile alla prima occasione) ed isolare quindi la parte non coinvolta dall'incendio e poi effettuare in questa zona ora sicura azioni di ventilazione per i motivi legati ai progressi rapidi del fuoco (Fire Gas Ignition) e per effettuare la ricerca e soccorso.

La Buffer Zone si tratta di una zona localmente e temporaneamente sicura perchè i pompieri NON  riescono ad isolare il fuoco quindi il compartimento totale dove i pompieri si muovono e collegato all'incendio. Per ottenere questo si effettuerà il raffreddamento locale dei gas di combustione che sono al soffitto fino a raggiungere la sorgente dell'incendio e questo può essere effettuato sia con getto pieno che con il getto frazionato emesso ad impulsi (tecnica 3D appunto) l'importante è raffreddare i gas per prevenire l'avvento fisico del Flashover.

La creazione della safe zone può e dovrebbe essere fatta seguendo da prima una la linea di creazione della Buffer Zone.

Partiamo dall'entrata quindi, dopo avere appurato una lettura della porta e scongiurato  l'assenza di segnali di backdraft, dobbiamo mitigare ogni tipo di accensione dei fumi caldi in uscita dal compartimento, durante l'apertura del compartimento stesso, per effettuare una serie di letture all'interno. L'azione di mitigazione sarà attraverso una prima sospensione di gocce nella parte superiore della porta e poi si effettua l'apertura. Appena la porta viene aperta il gas espanso lascia il compartimento incontrando la nostra prima Buffer Zone che dura pochissimi secondi ed è sopra di noi che approcciamo il compartimento, l'aria fresca invece, viene risucchiata sotto, a questo punto daremo una prima occhiata al fumo interno guardandone il colore e al piano neutro (metodo Be Safh)  e cioè l'altezza del fumo rispetto al pavimento. Dopo aver effettuato la nostra lettura creeremo la nostra buffer zone subito dopo la porta, all'interno questa volta, usando La tecnica 3D di applicazione dell'acqua per controllare quella porzione di spazio subito dopo la porta. Sarà emesso un primo colpo in alto di due tre secondi (non tre colpi come di solito si vede fare)  e poi sarà chiusa la porta per 5...10 secondi.......

Perchè....

Il primo getto raffredderà i gas super caldi, vaporizzandosi ed espandendosi, il vapore creato continuerà il suo viaggio più a fondo verso l'interno spinto dal continuo getto della lancia, sottraendo energia al fumo e continuando la sua espansione, la continua acqua dei secondi successivi, colpirà, invece, il soffitto anch'esso caldo, il quale passerà la propria energia all'acqua creando ancora vapore. A questo punto chiuderemo la porta per 5...10 secondi creando e stabilizzando la nostra prima buffer zone. L'energia passera dal fumo all'acqua gocciolante dal soffitto ed il vapore creato si stabilizzerà nella regione di sovra pressione che in questo momento è bloccata dalla porta, nuovamente chiusa. 

La chiusura della porta è importante perchè, per effetto della gravità corrente,  la zona del fumo in sovra pressione spingerà via la nostra buffer zone fatta di vapore che inertizza l'accensione dei gas infiammabili, ma bisogna fare molta attenzione al vapore che noi abbiamo creato, perché ancora contiene l'energia del gas precedente e potrebbe scottarci, ma fortunatamente la fisica in questo ci viene in contro... in che modo??

Contrazione dei gas di combustione ed espansione del vapore
 

Come si vede nella figura sopra il Gas super caldo si contrae perché raffreddato per 3/3 ed il vapore acqueo si espande per 2/3 quindi, il vapore trova il suo posto nel compartimento e sempre per effetto della gravità corrente rimarrà appeso al soffitto.

Riguardo il vapore dobbiamo fare delle considerazioni, molte volte ci hanno detto di non creare troppo vapore in quanto il vapore sopra i 100° che detiene molta energia e non è visibile, può bruciarci. Per inertizzare la KILL ZONE noi DOBBIAMO creare vapore perché è il vapore che inertizza l'ambiente ma dobbiamo farlo con la giusta quantità e nel giusto posto. 

I Gas Prima e dopo l'applicazione dell'acqua


Tornando alla nostra porta di entrata (perché ai me non siamo ancora entrati....:) 

Se al nostro primo apporto di acqua al soffitto non vediamo ricadere a terra l'acqua dobbiamo quindi effettuare un secondo ciclo di raffreddamento interno sempre verso il soffitto, attendere con porta chiusa e ripetere l'azione fino a che l'acqua non cade la suolo....a questo punto avremo una buona Buffer Zone dove la temperatura e sicuramente più confortevole rispetto ad una zona non temporaneamente trattata e "messa in sicurezza".

A questo punto possiamo entrare e per i motivi descritti sopra e le dinamiche del fuoco chiudere immediatamente la porta sulla tubazione...

Ora siamo all'interno e cominceremo la nostra progressione verso la sorgente, effettuando il raffreddamento della KILL ZONE. 

Il raffreddamento e quindi la creazione di una più ampia Buffer Zone, funziona nella medesima maniera dell'entrata al compartimento soltanto che questa volta i colpi saranno tre SE non ci sono rollover insistenti (quindi colpo lungo). I nostri colpi di lancia saranno tre in tre diverse zone destra, centro e sinistra, il motivo e ampliare il più possibile la nostra Buffer Zone.

Creazione della Buffer Zone

IMPORTANTE... E' indispensabile sapere che il LIMITE di questa tecnica 3D pulsing e di 70m^2 di superficie da trattare ossia una KILL ZONE inferiore a 70m^2 o se si apre una apertura ossia il vetro di una finestra collassa portando via, sempre per gravità corrente la nostra BUFFER ZONE, ancora nel caso vi sia una scala interna che porti al piano sopra sopra è possibile che l'espansione del vapore creato, trovi la via per salire sopra di fatto sopra le nostre teste non c'è vapore ma gas caldi di combustione.

Spero di aver dato una più completa comprensione di cosa facciamo quando applichiamo la tecnica 3D Gas Cooling.

Riccardo Garofalo


 

domenica 13 ottobre 2024

A.D.U.L.T.S il 70 mm

 

Operazioni su idrante

Come diceva il grande Andy Fredericks "Se butti giù il fuoco, non dovrai saltare dalla finestra". Questo grande pompiere dell' FDNY morto tragicamente l'11 settembre 2001 durante l'attacco alle Torri Gemelle in NY, ha sempre sottolineato l'importanza di attaccare il fuoco con la giusta portata ed il prima possibile. 

Al riguardo, vi propongo nuovamente il link di un mio vecchio post basato su di un'articolo dello stesso Andy - attacco interno.

Da sempre ho cercato di spiegare la differenza tra avere una portata adeguata per gli incendi di OGGI e non averla affatto! 

Il potere dell'incendio e cioè la sua potenza che è espressa in MW è un'energia rilasciata nell'unità di tempo, quindi per contrastare questa energia, DOBBIAMO erogare acqua alla stessa velocità della potenza dell'incendio per sottrarne l'energia che emana. Se noi non riusciamo a realizzare quanto descritto... Abbiamo perso la missione!

Ribadisco inoltre, che i 500 Litri al minuto che posso ottenere dalla tubazione da 45mm o gli 800 Litri al minuto che vorrei alla lancia dal tubo da 70mm non devono essere considerati AL MINUTO (portata complessiva), che in pochissimo tempo ci farebbe finire la riserva d'acqua dell'APS e trasformare un appartamento od il negozio in una piscina. Più propriamente dovremmo parlare di una portata ISTANTANEA e cioè di litri al SECONDO. Se la portata alla lancia in litri al minuto è sufficientemente grande, l'incendio è domato istantaneamente e cioè in pochissimi secondi. 

Ovviamente parliamo di acqua sul fuoco e questo viene effettuato con NON poche difficoltà, tra poca visibilità, calore, gestione della tubazione (movimentazione), layout del compartimento (distanza tra entrata e l'incendio), aria disponibile nel AVR etc.

Considerando tutte le variabili elencate, se arrivati quindi davanti al fuoco, la nostra portata (diametro della tubazione) detterà la riuscita o no della missione e (tornando alla frase del grande Andy Fredericks - "Se butti giù il fuoco non dovrai saltare dalla finestra") il quel frangente sarà decisa anche la nostra SICUREZZA!

Scegliere la giusta tubazione per attaccare aggressivamente il fuoco sulla prima risposta, ci darà un bel margine di sicurezza.

In un grande incendio di abitazione nella scelta della tubazione si dovrà valutare se la squadra (singola APS) è in grado di gestire una eventuale tubazione da 70mm lunga 20m all'interno di una abitazione di 200 mq con 100mq coinvolti. La reazione della lancia e movimentazione su un tubo da 70mm richiede almeno tre/quattro persone.

La tubazione da 70mm per tutta la metà del ventesimo secolo era la tubazione predominante, fu poi sostituita dalla tubazione da 45mm che era molto più leggera e quindi agile. Questo cambiamento ha però ha portato all'abbandono di questa tubazione per attacco interno ed a oggi si vede sempre meno dispiegata, se non per rifornimento o per arrivare al divisore dove poi si usano le manichette da 45mm. Dopo gli anni 90 con l'avvento poi del naspo da 22mm circa, in alta pressione, stiamo abbandonando anche la tubazione da 45mm (sempre a discapito della nostra sicurezza), il naspo non ci erogherà  più di 300L/min. 

Anche la tubazione da 45mm ha un limite ed aumentando la pressione all'interno non comporta un aumento infinito della portata, anzi tutt'altro, la tubazione da 45mm non ci darà più di 600 L/min, le perdite di carico compenseranno l'aumento della pressione ed inoltre la forte pressione influirà anche sulla manovrabilità una tubazione da 45mm fatta fluire a 800L/min è praticamente un pezzo di legno rigido, difficile da manovrare e soggetto sicuramente a rottura (falla). 

Il 70mm ha la stessa sorte e non erogherà più di 1000 L/min (dopo questa portata si parla di dispositivi meccanici monitor), ma 600/800 L/min vanno più che bene per assolvere alla mia missione di disintegrare il fuoco in nano secondo.

La tubazione da 70 mm per il suo impiego, risponde sempre alle stesse regole che io chiamo "Della buona tubazione" già elencate nel post precedente - operazioni su idrante e li ricordo qui di seguito:

  1. Di litri minuto corretti
  2. ll dispiego/impiego deve essere agile
  3. Propriamente stesa
Queste regole fanno si che ogni tubazione scelta per la missione, sia EFFICACE.

Il primo punto è stato ampiamente spiegato in questo blog oltre ad abbattere il fuoco, la portata adeguata ci garantisce la nostra sicurezza. Il nostro primo obbiettivo e la salvaguardia della vita umana e la nostra che siamo all'interno del compartimento non farà eccezioni. Quindi se vi sia il sentore da parte del caposquadra che commissiona l'attacco interno per inderogabili ragioni e vi potrebbe essere un forte rilascio di energia, allora si deve dotare la squadra di una buona portata (Litri minuto Corretti). Il loro tempo davanti a pesanti irraggiamenti dell'incendio sarà minimo e la struttura non subirà danni eccessivi mantenendo la sua integrità/stabilità.

Il secondo punto riguarda il dispendio energetico per l'impiego/dispiego della tubazione da parte degli operatori, per completare la tubazione ed attaccare il fuoco (nel caso non vi fosse una squadra prontamente disponibile alla sostituzione). Nel caso dell'impiego del 70mm, più che mai la tubazione dovrebbe essere stivata in una forma che il pronto impiego sia veloce (Agile), per il pompiere che esegue la costruzione e la conformazione a Z o il Denver Hose pack, rispondono bene a questo requisito. Le classiche tubazioni a chiocciola, sono un metodo di stoccaggio che occupa poco spazio, ma tutti sappiamo bene che nel dispiego lungo le rampe delle scale per raggiungere il piano X  è veramente ardua da costruire. La disposizione a chiocciola è un metodo di stoccaggio "antico" e risale a quando i pompieri non erano rinchiusi un dispositivo di protezione individuale che limitava il loro movimento.

Per mia esperienza personale, dopo aver per anni incentivato all'utilizzo delle manichette a Z il Danver Hose Pack, rimane molto più compatto nel profilo della bombola mentre si trasporta sulle scale, rimane inoltre di facile dispiego in tutti i tipi di scenari. 



Danver Hose Pack e Smooth bore nozzle



Il terzo punto invece riguarda "l'arte perduta" dove non si perde più tempo... che è nel costruire e posizionare in maniera impeccabile la tubazione. Tutto quello che facciamo in tempo di pace ce lo ritroviamo in tempo di guerra. La stessa posa della manichetta deve essere impeccabile. Meno pieghe si fanno e minori perdite di carico si avranno, non solo, una manichetta propriamente stesa, sarà anche meno difficoltosa da movimentare.

Manichetta da 70 mm pripriamente stesa. Il passaggio per l'esodo rimane pulito.

Una cosa che abbiamo sicuramente perso è l'abilità della movimentazione della tubazione. Essa non deve essere un prendi e tira ma più che altro un sistema dove, come in una orchestra, ognuno ha il suo ruolo nel suonare una bellissima melodia. Movimentare la manichetta deve rispecchiare un unico lavoro di squadra. Questa arte perduta con la tubazione da 70mm troverà la sua massima espressione.
L'addestramento come sempre ! farà la differenza ! 
Non penseremo mica che senza addestrarci, poi....sull'intervento faremo un bel lavoro!


  "Più sudore in addestramento meno sangue in battaglia" 

Tornando al 70mm....
Quanto più grande sarà l'incendio all'arrivo, come ad esempio di un negozio con grande carico di combustibile o ad un incendio ad un piano alto dove il nostro tempo di riflessione aumenta notevolmente, aggravando le condizioni, rispetto a quello che vediamo nell'immediato da terra, oppure per problemi idraulici dovuti alla fisica, causa le perdite di carico dovute alla distanza tra autopompa ed il fuoco ed ovviamente nelle operazioni su idrante allora a questo punto, dobbiamo prendere in considerazione la tubazione da 70mm.

Mi è stato insegnato da Dave McGrail Battalion Chief of Denver Fire Department, uno dei massimi esponenti sugli incendi di grattacielo che vi è un acronimo che ci aiuta nell'individuare quando la tubazione da 70 mm deve essere impiegata. L'acronimo è:

A.D.U.L.T.S

Questo acronimo è usato dagli ufficiali USA su dove e quando la tubazione da 70mm deve essere impiegata. 

  • A : Advanced fire upon arrival - Incendio in stato avanzato all'arrivo.

  • D: Defensive operations - Operazioni difensive.

  • U: Unable to determinate the extent or Location of fire - Impossibilitato dal determinare la dimensione e posizione del fuoco.

  • L : Large, uncompartmentalized area - Area larga o non compartimentata.

  • T : Tons of Water - Tonnellate d'acqua.

  • S: Standipipe operations - Operazioni su idrante.

A : Advanced fire upon arrival - Incendio in stadio avanzato all'arrivo: Ogni volta che arrivi sul posto e trovi un incendio in condizioni di sviluppo avanzate allora dispiega il 70mm. Giustamente un incendio in condizioni di sviluppo avanzate ha già una ventilazione o accesso esistente che ha alimentato il fuoco fino alla crescita incontrata. Se la tubazione da 70mm non è idonea per l'attacco interno può essere sempre utile per un veloce attacco dall'esterno e poi dimensionata per le operazioni interne passandola a 45mm.

D: Defensive operations - Operazioni difensive: Quando l'attacco interno fallisce o l'edificio è perso il 70mm viene impiegato per le operazioni difensive. Una tubazione da 70mm è molto più agile di un dispositivo fisso (monitor) ed è anche più veloce da piazzare. Inoltre può essere piazzata ovunque nell'edificio. Con l'opportuna lancia si può erogare fino a 800 L/min (ricordo che ogni flusso da 1000 L/min in su non è più erogabile con una lancia a mano). La grande gittata di questa tubazione ci assicura di stare al di fuori della zona di collasso. 

zona di sicurezza per probabile collasso

U: Unable to determinate the extent or Location of fire - Impossibilitato dal determinare la dimensione e posizione del fuoco: Se si deve avanzare in una struttura non compartimentata con zone di uffici e non se ne conosce la quantità di volume dell'are incendiata oppure dove un'area di carico di un supermercato o una esposizioni di mobili è interessato dall'incendio allora si richiede che si abbia una grande quantità d'acqua disponibile ed il 70mm torna a fare al caso nostro.

L : Large, uncompartmentalized area - Area larga o non compartimentata. Le zone non compartimentate hanno al loro interno grandi volumi d'aria ed ovviamente se non sono state compartimentate è perché servono per immagazzinare grandi volumi di combustibile. I grandi volumi richiedono grandi portate per la soppressione. una volta fatta la tubazione sulla prima squadra in arrivo se questa poi fallisce raramente si torna indietro e creare una nuova tubazione da 70mm. I dati per sapere che abbiamo grandi possibilità di fallimento con una tubazione di piccolo diametro li abbiamo tutti un grande volume richiede grandi portate.

T : Tons of Water - Tonnellate d'acqua. Quando si ha la necessità di utilizzare i monitor che scaricano più di 1000 L/min bisogna sapere che ogni litro d'acqua pesa circa 1 Kg, quindi 1000 L saranno circa 1000 Kg che al loro volta saranno 1 Tonnellata. Sarà chiaro che il peso dell'acqua è notevole e non deve andare a destabilizzare le struttura, quindi l'impiego del monitor sarà fatto in quelle condizioni dove il peso non sarà un problema.

S: Standipipe Operations - Operazioni su idrante. Molti dei criteri usati per ADULTS possono essere applicati nelle grattacielo per esempio. Parlando di tempo di riflessione , il caposquadra selezionando questa tubazione sarà efficace sia sul fuoco che sulle perdite di carico. L'agomento idrante è già stato trattato in questo blog e lo posto con il seguente Link operazioni su idrante.

Molti descrivono il 70mm come una tubazione da utilizzare in maniera  statica, ma con un appropriato e continuo addestramento anche il 70 mm può tranquillamente svolgere il ruolo di tubazione d'attacco offensivo.   - Controllare e utilizzare una linea manuale da 2 1/2 pollici (6,3 cm), sebbene tutt'altro che semplice, può essere facilitato seguendo queste regole di base: 

- L'addetto alla lancia deve tenere una quantità sufficiente di tubo flessibile davanti a sé per consentire il movimento senza ostacoli del getto. 

- Il supporto deve appoggiarsi al lancista per fornire supporto fisico per contrastare la reazione della lancia. 

-  Il supporto deve mantenere la linea bassa dietro il lancista e più rigida possibile.
possibile. 

- Il supporto deve bloccare la tubazione al suolo con le mani o le ginocchia, agevolando così il compito di resistere alla forza di reazione della lancia senza influire negativamente sul movimento del getto. 

- Quando si sposta la linea, si può chiudere il getto per ridurre il carico di reazione. Assicurarsi che l'area dell'incendio davanti alla linea si sia sufficientemente raffreddata prima di avanzare. 

- Tentare di stare in piedi mentre si utilizza una linea da 70mm è, nella migliore delle ipotesi, difficile. Se nelle vicinanze troviamo una porta, un muro o colonna possiamo appoggiarci  ed utilizzarlo come sostegno per contrastare sempre la reazione della lancia.

- Potrebbe essere necessario assegnare personale aggiuntivo per "alleggerire" la linea e mantenerla in movimento. Questo è particolarmente importante durante le operazioni con la condotta verticale o quando la linea deve effettuare diverse curve e svolte. 

- Se una linea da 70mm viene utilizzata in modalità puramente difensiva e il personale è scarso, formare un anello con la linea, così da ammortizzare la reazione della lancia.

Se pur può sembrare improbabile l'utilizzo di una tubazione da 70mm le istruzioni sopra lo rendono possibile ed accettabile. Ovviamente senza addestramento non andiamo da nessuna parte e tutto sarà impossibile. Se pensate di over impiegare il 70mm e la vostra squadra non è preparata allora è meglio una modalità difensiva esterna....NON siate tentati da fare lo stesso lavoro con un tubo da 45mm.