lunedì 9 settembre 2019

VENTILARE LE CONDIZIONI DI "HOT WALL"


trasferimento del calore nel compartimento


In un mio video "TECNICHE DI LANCIA che trovate sul canale youtube" dove illustro alcune tecniche nell'utilizzo della lancia  DMR 500, vi parlo, nell'espletamento di un possibile utilizzo, proprio sulle condizioni di "HOT WALL"...... il nome ci dice molto, ma di cosa si tratta?
I confini di un compartimento e cioè muri, pavimento e soffitto possono influenzare le condizioni di un incendio all'interno del compartimento in tre modi:

  1. La grande quantità di calore dell'incendio viene perso attraverso i confini non isolanti, disperdendo il calore all'esterno, in questo caso il muro è freddo ed il calore dello strato di fumo quindi perde calore.
  2. I confini possono essere isolati ed il calore dell'incendio rimane nei gas di combustione ed il potere radiante si incrementa drasticamente.
  3. I confini assorbono grande quantità di calore (es. cemento o mattoni) e queste sono condizioni di HOT WALL che incrementeranno il calore nei gas di combustione ulteriormente.
Quindi quando la radiazione diventa il meccanismo dominante di trasferimento del calore nel compartimento essa è una condizione di HOT WALL dove i muri trattengono calore. Dove il muro disperde calore all'esterno sono condizioni di muro freddo non isolato e cioè COLD WALL.
Nelle condizioni di COLD WALL muro freddo dove domina il meccanismo di trasferimento  del calore tramite la convezione, una ventilazione può condurre alla perdita di temperatura all'interno del compartimento temporaneamente perché avremo un successivo sviluppo dell'incendio.
Nelle condizioni di HOT WALL dove domina la radiazione, ventilare generalmente può condurre ad una perdita di calore, ma la radiazione può sovrastare questa perdita di temperatura con un incremento in velocità del processo di combustione quindi un flashover indotto.



mercoledì 21 agosto 2019

FONDAMENTI TATTICI - S.L.I.C.E.R.S. - R.E.C.E.O - R.E.V.A.S. -

 In altri paesi vi sono degli acronimi  che raccolgono le priorità tattiche. Questi acronimi aiutano sia i capi partenza come anche capi battagliane a non tralasciare  nessun punto fondamentale dell'intervento. Ne elencherò qui di seguito alcuni e vi illustrerò come si usano.



S.L.I.C.E.R.S.

Di recente introduzione basato sulle ricerche del NIST ed UL, questo acronimo provvede ad un range di opzioni tattiche basate sul rischio, che possono essere usate su ogni tipo d'incendio da qualunque dipartimento antincendio in differenti situazioni dalla prima partenza che risponde all'intervento. Dal più occupato distaccamento metropolitano fino al distaccamento più lontano sito in are rurali.
Esso va applicato in accordo con lo staff e risorse a disposizione.


S - Size up - Vista 360° dell'edificio, se le risorse sono adeguate per questo stage dell'incendio, tipo di edificio, numero di piani, stima della parte coinvolta, possibile vita a rischio, dispiegamento (salvataggio, attacco al fuoco, ricerca interna, protezione delle esposizioni).

L - Locate the fire - Localizzare dove è sito l'incendio

I - Isolate the flow path - cercare di isolare il fuoco chiudendo le porte diminuendo la sua propagazione ed alimentazione (percorso dell'aria)


C - Cool the fire from safe distance - Raffreddare l'incendio da una distanza di sicurezza.

Tenendo una posizione esteriore:
  • Se ci sono limiti di acqua o staff o entrambi.
  • Flusso esterno che controlla la propagazione dell'incendio
  • Spiegamento di attrezzi a nebbia (piercing nozzle)
   Effettuare un attacco bliz esterno:

  • Se vi è un alto carico d'incendio
  • Esposizioni minacciate
  • Si deve usare solo acqua della cisterna per un rapido abbattimento.
  Effettuare un attacco transitorio:
http://vvf-flashover-garofalo.blogspot.com/2019/06/cfbt-attacco-transitorio-questo-tipo-di.html
  • 30 - 60 secondi di attacco esterno per riassettare il fuoco.
  • Seguito da un'immediato attacco interno
Operazioni difensive esterne:
  • Risorse inadeguate sulla scena.
  • Troppo rischioso entrare nell'edificio.
  • Raffreddamento delle esposizioni.
Spiegamento interno:
  • Spiegamento interno immediato
  • Protezione del percorso d'uscita
  • Protezione del team di ricerca 
E - Exstinguish the fire - Cercare se possibile di estinguere il fuoco dopo le azioni sopra.


Azioni alternative se opportune

R - Rescue - Anche se il salvataggio dovrebbe essere un'azione primaria, questa potrebbe essere anche in questa posizione se la prima risposta, mette il maggior numero di persone in salvo, mettendo giù il fuoco e salvare un numero elevato di persone che altrimenti con una singola partenza non riuscirebbe a fare.

S - Salvage - Salvataggio di quelle persone che non sono in immediato pericolo come ad esempio in un esodo dalle scale etc.

Ora parleremo di RECEO ed REVAS essi sono acronimi più largamente usati dai capi battaglione che l'acronimo SLICERS visto in precedenza usato dai capi partenza sulla prima risposta in arrivo. Il primo RECEO trova la prima applicazione nel lontano 1940 dal chief Lloyd Layman (US).

R.E.C.E.O. :

R - Rescue - Salvataggio delle persone in immediato pericolo di vita
E - Exposure - Protezione delle esposizioni
C - Confinament - Confinamento dell'incedio stesso principio visto in precedenza.
E - Exstinguish - Estinzione
O - Overhaul - Revisione accurata di tutto lo scenario.

in seguito è stato aggiunto V.S. Ventilation ed Salvage divenedo R.E.V.A.S.

R - Rescue - Salvataggio delle persone in immediato pericolo di vita
E - Exposure - Protezione delle esposizioni
V - Ventilation - Quelle azioni di ventilazione atte a migliorare le condizioni interne sia per le vittime sia per le squadre in attacco.
A - Attack - Attacco offensivo cioè interno della tubazione
S - Salvage - Salvataggio di quelle persone che non sono in immediato pericolo come ad esempio in un esodo dalle scale etc.

I sette punti strategici di Lloyd Layman


lunedì 12 agosto 2019

ESPOSIZIONE DEL POMPIERE AL PARTICOLATO E GAS PRODOTTI DALLA COMBUSTIONE

Una ricerca condotta dai laboratori UL, Chicago Fire Department ed Cincinnati University, ha investigata affondo la relazione tra le particelle dei prodotti della combustione ed i rischi cardiovascolari dei pompieri.
Durante questo studio sono stati collezionati numerosi dati riguardanti questi agenti contaminanti ai quali i pompieri sono esposti nella la loro normale routine antincendio così come il loro equipaggiamento protettivo.
Il proggetto include tre scale d'incendi:
  1. Incendi nell'area metropolitana di Chicago
  2. Incendi di autovetture
  3. Test di materiali di vario genere
Sono stati determinati gas e particolato potenzialmente dannosi per la salute del personale antincendio.


I fattori chiave riscontrati:
  • La concentrazione dei prodotti della combustione trovati dipendevano ad incendio a incendio dipendevano dalla grandezza ed il materiale coinvolto e le condizioni di ventilazione.
  • Il tipo la quantità di particolato e gas generato dipendeva dalle proprietà fisiche del materiale che stava bruciando. Comunque i materiali sintetici creano più fumo rispetto a quelli naturali.
  • La combustione dei materiali generava sostanze asfissianti irritanti ed il particolato era cancerogeno o potenzialmente debilitante.
  • Multi materiali (asfissianti, irritanti e cancerogeni) sono stati riscontrati durante la soppressione e le fasi di revisione (smassamento). Questi materiali potrebbero essere inalati od assorbiti attraverso la pelle dalla contaminazione dell'equipaggiamento protettivo.
  • L'esposizione a questi agenti può dare problemi cardiovascolari o ad una progressione aterosclerosi.
  • Tutti i materiali testati producono vapore (acqua), monossido e diossido di carbonio.
  • In incendi con materiali a base di stirene (C8h8) possono formare benzene, Fenolo ed Stirene.
  • I materiali a base di vinile possono creare gas acido (HCL eHCN) e benzene.
  • Materiali a base d legno possono creare formaldeide, acido formico, HCN e fenolo.
  • Materiali del tetto (US) conducono a gas di diossido solfuro e solfuro d'idrogeno.
  • In campo reale contaminanti aggiuntivi coe arsenico, cobalto, cromo.
  • Le composizioni chimiche del fumo sono state trovate accumulate sui guanti e sottocasco solo nei guanti ovviamnte 100 volte di più rispetto al sottocasco.
Il grande concetto è che il nostro equipaggiamento quando è contaminato continua ad esporci a noi ed i nostri colleghi, a quelle sostanze fino a che non viene pulito.

 Le sostanze penetrano anche nelle giunture degli assemblamenti del nostro equipaggiamento non solo sulla superficie esterna quindi arrivando alla pelle dove la permeazione introduce le sostanze a livello molecolare nel nostro corpo.
La permeazione è molto insidiosa ed invisibile quindi al rientro in caserma dall'intervento una doccia riduce queste problematiche. 
Mantenere il mezzo (APS) pulito il più possibile e se vi si sale con l'equipaggiamento contaminato pulirlo immediatamente al rientro in sede.
Questa è una grande minaccia con il quale dobbiamo convivere però possiamo difenderci con alcune accortezze.
Basta pulirsi in loco spogliarsi e mettere l'equipaggiamento in una busta nera, indossando una mascherina FFP3,  lavarsi viso e mani con il rubinetto dell'aps e sapone e mandare tutto a lavanderia, pulire l'elmetto almeno sopra (in loco) con un panno e sciacquare gli scarponi prima di entrare sull' APS. 
Ultimamente questo aspetto è stato preso in considerazione anche da noi vigili del fuoco italiani
ed applicato durante l'esercitazione avvenuta a giugno 2019 a montelibretti (RM)

Nel video che segue vediamo una modalità di decontaminazione post incendio:






sabato 27 luglio 2019

I RISCHI CHE DOVREBBERO ESSERE CONSIDERATI QUANDO SI USA PPA



Il mio divulgare le grandi proprietà della pressione positiva ed attacco nei post precedenti, potrebbe far fraintendere che sia un semplice approccio tattico antincendio.
Questo potrebbe essere apparentemente vero se si guarda dal punto di vista del materiale richiesto , un apertura d'entrata, una di uscita, più grande della prima se possibile (es. due finestre) ed un motoventilatore.

Ma non è cosi' !

Quindi trovo doveroso dirvi anche i rischi che si incontrano con tale approccio tattico che cambia il percorso di flusso dell'aria (flow path) forzatamente attraverso la PPA.


  1. Forzare aria dentro in un compartimento sotto ventilato può causare un PRF - backdraft.
  2. Il fuoco può essere propagato in un vuoto non visibile o compartimenti adiacenti.
  3. Il fuoco può essere indirizzato indietro al punto di entrata intrappolando i pompieri se non si aspettano i 30 secondi prima di entrare.
  4. Se improvvisamente si verifica un ritorno di flusso a causa di una porta che si chiude quindi il fuoco non ha più l'uscita con l'attacco in atto il ventilatore non va tolto è lunico corridoio d'uscita dei pompieri all'interno.
  5. Il Rilascio del calore sarà aumentato dal ventilatore di circa il 15% quindi dovremmo aumentare i l/min.
  6. I pompieri non devono sostare sulle porte creerebbero un'ostruzione.
  7. Persone intrappolate alle finestre sarebbero costretti a saltare.
  8. I pompieri potrebbero, per errore mettersi nel percorso d'uscita del flow path , anche se remota come possilità in un piano unico, questo potrebbe accadere in una proprietà con multi livelli ed il fuoco è sotto.
  9. Un motoventilatore può ventilare un compartimento totalmente aperto < 200 m2.
Questi sono concetti che dovrebbero indirizzare l'addestramento in questa tecnica. Ribadisco l'uso effettivo della PPA migliora le condizioni dei pompieri li espone a meno rischi, gli fa localizzare il fuoco immediatamente e aiuta nel salvataggio per la localizzazione delle vittime. 

giovedì 27 giugno 2019

CFBT - ATTACCO di TRANSIZIONE

Questo tipo di attacco è stato studiato per ottimizzare la riposta sulla prima squadra in arrivo.
Rendendo più sicuro l'attacco offensivo interno.
Essa consiste nell'avviare un attacco difensivo e cioè dall'esterno, in un incendio che è controllato dal combustibile e sfoga dalla ventilazione in condizioni di post flahover ad alto rilascio di energia, colpendo con un getto pieno il soffitto della stanza interessata  per 30 secondi circa, così da creare un gocciolamento con effetto simile ad un presidio Sprinkler. Ovviamente vi sarà un limite di precisione dato dall'altezza della finestra interessata.

attacco di transizione
Questo raffreddamento dall'esterno dei caldi gas in combustione e del combustibile solido ridurrà il calore totale nel compartimento prima dell'entrata delle squadre.
Questa modalità di attacco a profonde radici storiche nel 1830 veniva eseguito presso la LFB London Fire Brigade e anche negli USA nel 1976 chiamato "attacco bliz" 
Questo attacco detto transitorio è stato studiato affondo da due alte agenzie scientifiche americane NIST - national istitute of standard and tachnology ed UL - underwriters Laboratory, convalidandone le potenzialità.
Tuttavia ci sono alcuni fattori che potrebbero limitare l'efficacia dell'attacco rendendolo:
  1.  Impreciso - se l'incendio non è ubicato nella stanza da dove escono le fiamme o è situato troppo in alto o si usa un getto inadeguato che spinga aria all'interno cambiano il profilo di ventilazione.
  2. Dannoso - a causa dell'espansione del vapore acqueo che sarà altissimo e potrebbe uscire dalla porta d'ingresso se aperta e non controllata da noi, impedendo o investendo un eventuale esodo di persone nelle scale, la stessa espansione del vapore potrebbe investire delle eventuali vittime al pavimento facendogli cominciare a respirare gas e sostanze letali dal crollo del del Piano Neutro ralentandone la ulteriore individuazione per il salvataggio.
Dannoso se impreciso

A parziale risposta l'utilizzo della PPA - Positive Pressure Attack potrebbe aiutare molto nel contenimento di questi possibili effetti non voluti.

Vediamo ora un attacco di transizione apportato su di una prima risposta ad incendio abitazione:


giovedì 13 giugno 2019

PPA - Pressione Positiva ed Attacco


PPA pressione positiva attacco

Molte vittime sono state trovate lontane o in zone adiacenti  alla stanza incendiata o comunque lontani dall'incendio, questo causa della mobilità del fumo. Attraverso vari esperimenti si è evinto che una stanza con mobilio di nuova concezione procede velocemente verso il flashover in circa 3/8 minuti circa con grande produzione di fumo.

Stanze di vecchia concezione vs nuova concezione.
https://www.youtube.com/watch?v=IEOmSN2LRq0

Questo avrà delle conseguenze se non ventiliamo in PPA:

Sulle vittime 
Un essere umano può essere inabile in circa 11 minuti. Nelle attività di ricerca e soccorso le vittime respirano sostanze letali, ed il fumo o aria calda alla temperatura che eccede oltre i 150° celsius è letale se inalata. Ad una temperatura di 55° si cominciano ad avere ustioni sulla pelle.
La ricerca e soccorso in un ambiente pieno di fumo ovviamente fa perdere tempo prezioso.
Se l'ambiente intorno a noi non ci permette di stare senza DPI come può esserlo per le vittime??
Effetti all'esposizione del CO in ppm


Sui pompieri
Il fumo può nascondere pericoli come scale o mobilio precario, cavi etc.
Rallenta un avanzamento rapido verso il fuoco non permettendone l'abbattimento prima che raggiunga la propagazione od il flashover.
Stress termico dato dall'irraggiamento del fumo che detiene il 70 % del calore dell'incendio.
Il potere della combustione (HRR high rate relese) dei moderni arredi è altissimo.

Sulla struttura
La propagazione dell'incendio attraverso la pirolisi dei materiali, questa scenderebbe del 50% circa appena la temperatura scende sotto gli 80° Celsius.
Danneggiamento della struttura da calore e particolato carbonioso che in PPA verrebbe subito convogliato fuori dalla struttura, anche un piccolo incendio può creare danni ad una proprietà.
In aggiunta i pompieri che non vedono bene il fuoco potrebbero commettere errori nel rilascio dell'acqua, che appesantisce il solaio.

A parziale risposta di questi problemi del fumo, in molti dipartimenti antincendio (USA) viene praticata la ventilazione verticale ed orizzontale sul primo attacco.

Ventilazione verticale VS PPA

Ventilazione verticale :
Troppo complessa da mettere in pratica prima dei fatali 11 minuti per le vittime,
troppo complessa da mettere in pratica per alleviare le condizioni intere per i pompieri in attacco, che sarebbero già in grado di rilasciare acqua sul fuoco prima che venga effettuato il foro di ventilazione. Per i nuovi incendi si è stimato presso il comando di  Salt Lake City Fire Department - SLCFD che l'apertura dovrebbe essere il 10% della superficie in combustione per essere efficace, quindi un'apertura troppo grande da effettuare prima che essa sia efficace. Pericoli associati a camminare su di un tetto che potrebbe avere le travature indebolite dall'incendio quindi un incremento di peso su di un tetto indebolito, e problemi relativi al meteo. Approssimità dell'apertura di ventilazione che dovrebbe stare sopra all'incendio il più possibile, causa una propagazione del fuoco se fatta in luogo errato.
Linea temporale tra ventilazione verticale ed attacco della tubazione


Pressione Positiva ed Attacco:
Necessita di semplici attrezzature, un ventilatore, una ventilazione d'entrata dell'aria fresca che metta in pressione positiva il locale incendiato ed una di uscita del fumi verso la pressione negativa cioè l'esterno, e si può utilizzare come uscita una finestra che l'incendio ha gia rotto o è pronto a rompere ed ovviamente un addestramento. Molte storie relative al fatto che la PPA sia un pericolo o non funzioni sono riconducibili al fatto che non è stata ben compresa quindi a errori dei pompieri.

altre info seguono tattiche sul link
https://vvf-flashover-garofalo.blogspot.com/2013/05/laventilazione-come-abbiamo-visto-nel.html

Effetti del rilascio del'acqua sul piano neutro.
In uno studio del SLCFD - si è evinto che i salvataggi di persone vittime in incendi veniva apportato con successo dalla polizia, essa riusciva ad operare i salvataggi in un piano neutro alto e non perturbato, ciò che invece avveniva con il rilascio dell'acqua sugli incendi da parte dei pompieri, la ricerca delle vittime diveniva più operosa dato il crollo del piano neutro ed con questo anche la sopravvivenza delle vittime stesse che inalavano sostanze letali miste al vapore creato.

La pressione positiva può ovviamente venire incontro anche a questo aspetto.

In un incontro didattico sempre nel SLCFD si è chiesto :

Se l'incendio fosse a casa vostra e ci fossero i vostri familiari cosa fareste per prima azione ?

Un buco nel tetto?
Apportare acqua sul fuoco?
Cercare nel fumo?
Fare PPA?

I maggiori benefici della PPV si hanno usandola in attacco cioè in PPA
da più di uno studio si è visto che il ventilatore se non viene preso alle prime fasi non verrà più ripreso in seguito.

Queste sono alcune info che incoraggiano l'uso della Pressione Positiva in Attacco che io sostengo e cerco di divulgare ci sono molti testi che trattano l'argomento uno di essi è un libro completo sull'argomento
PPA - Pressure Positive Attack :

libro pressure positive attack
Segue un video sulla PPA




















lunedì 19 febbraio 2018

Ventilazione una necessità tattica.








Per anni si sono considerati i fumi come effetti collaterali della combustione senza valorizzarne il grande pericolo che nascondono rispetto all'incendio vero e proprio, finalmente oggi si è compreso che il loro controllo è una necessità tattica. A tal proposito vorrei ricordare i cinque pericoli del 
FUMO:

1 Mobile
2 Opaco
3 Tossico
4 Caldo
5 Infiammabile

Con questo dobbiamo essere convinti che la ventilazione deve essere presa in considerazione, SEMPRE! 

Partendo dal presupposto che la ventilazione è parte integrante dell'estinzione di incendi di struttura, noi non dobbiamo pensare se ventileremo o no, ma quando lo faremo ed in che modo.
Inevitabilmente  creeremo accessi al fuco per realizzarne la soppressione e già lo stiamo facendo, ma......lo stiamo facendo in maniera corretta?
Cosa succederà ora? i miei uomini sono al sicuro??.....Io sono al sicuro???
In questo articolo vorrei dare un piccolo contributo e consegnarvi degli imput che dovrete per forza approfondire e sopra tutto vi dovrete addestrare come squadra nella realizzazione di questo compito primario.

Conoscere i progressi rapidi del fuoco e quindi lo stadio di sviluppo dell'incendio vi aiuterà a fare la scelta giusta, e sopratutto dovrà essere fatto sotto quattro regole principali.

1. Partire dall'ANTIVENTILAZIONE!!!

Cioè scegliere di NON dare aria all'incendio, se questo è possibile, chiudendo/accostando una porta ad esempio, ci darà tempo, sia per realizzare la tubazione, sia per la soppressione, lo sviluppo dell'incendio sarà più lento . A tal proposito vorrei citarvi una fra se trovata in un libro del 1942 “corso di istruzione per Vigile del Fuoco” dove si asserisce quanto segue:

Nei riguardi dello spegnimento si rileva avanti a tutto l’opportunità di non areare i locali incendiati prima che siano stati predisposti mezzi idonei….

Ministero dell’interno
Direzione generale dei servizi antincendi
^nno 1942 -xx

Ed ancora London fire Brigade 1938:

Ventilare deve essere di una durata corretta, l'aria non deve essere incoraggiata a fluire nell'edificio finché non vi è una tubazione pronta con acqua sufficiente.

Chief Aylmer Firebrace CBE
LFB 1938

In un incendio dove ci sono molte aperture avremo uno sviluppo incontrollato fino al flashover con grande rilascio di calore e quindi una rapida propagazione ad altri ambienti esso si muoverà nella direzione di entrata - uscita del vento in una corrente d’aria detta punto- punto.

2. Ventilare per la VITA.

Le aperture fatte sotto questa circostanza sono quelle per offrire ad occupanti all'interno, l'aria. Il piano neutro cioè l'interfaccia tra il fumo caldo e l'aria fresca si alzerà, offrendo al piano del pavimento aria per le vittime e visibilità per la ricerca. Inevitabilmente l'intensità del fuoco aumenterà. Può essere utilizzata in cima alle scale per pulire il vano dai fumi, garantendo l'esodo senza panico e vittime oppure nelle stanze dove si effettua una ricerca dall'esterno (VES ventilatione enter and search) avendo l'accortezza di chiudere la porta del locale perlustrato evitando ventilazione parassite verso di voi.

VES Ventilatione Enter and Search : spendere massimo 30 secondi nella stanza, dipende poi dallo status di occupante riportato ,farlo sempre in concomitanza col piano del ufficiale in capo, chiudere la porta della stanza che si sta perlustrando.

3. Ventilare per il FUOCO

Se il fuoco non ha sbocchi perché non abbiamo creato aperture, oppure non vi possono essere create. Il calore ed il fumo ed il vapore acqueo creato dalla squadra d'attacco  costringerà gli operatori a condizioni di lavoro proibitive e soprattutto il fumo si accumulerà in altri locali propagando l'incendio. Realizzare la ventilazione in questa condizione darà il suo contributo tattico. Se questa ventilazione verrà effettuata al piano del fuoco bisogna prendere in considerazione la direzione del vento che non deve ovviamente andare verso l'apertura creata, a tal proposito la squadra d'attacco può ovviare al problema accostando la porta dietro di se limitando le correnti punto-punto ma dipende dalla sua velocità anche usando un motoventilatore in VPP- Ventilazione Pressione Positiva. D’altro canto se la ventilazione verrà realizzata sopra il fuoco non avrà nessun effetto collaterale, soltanto un aumento dell’intensità dell’incendio.

4. Ventilare per la SICUREZZA

Le aperture fatte sotto questa circostanza sono molteplici ad esempio rilasciare i gas in condizioni di backdraft o per aumentare la visibilità e la ricerca del fuoco, per evitare condizioni di fire gas ignition. In questa circostanza non avrò problemi per lo status di occupante quindi possiamo dedicare ogni sforzo nella realizzazione di un ambiente più sicuro.


Quando possiamo ventilare???

La risposta come vedete è….. sempre…… ma come dicevo prima il problema è di farlo ad un certo punto dell’intervento e non prima che:

1.    I pompieri a terra e sull’autoscala siano protetti da una tubazione.
2.    Non aprire porte sulle scale dove al disopra vi siano occupanti o pompieri che potrebbero essere vulnerabili.
3.    Non ventilare dove si possono creare problemi di esposizione finche una tubazione è posta a protezione.
4.    Considerare la direzione del vento.


Difendersi da ventilazioni impreviste.
Questo tipo di ventilazione può giocare brutti scherzi ai pompieri all’interno mentre stanno effettuando l‘attacco. Essa si verifica quando un vetro di una finestra si rompe o per cedimento o a causa di qualche pompiere che lavora da solo. Il flusso d’aria punto punto può essere controllato chiudendo le porte delle stanze che si passano dietro di se e lasciare mano mano che si avanza un unico corridoio verso il fuoco ovviamente la porta dietro di voi deve essere accostata come illustrato in precedenza e lasciata in questo modo. Se un vetro collassa nella stanza chiusa non avrà nessun effetto sui flussi d’aria all’interno lasciando l’ambiente imperturbato.

L’incendio è un processo DINAMICO e noi dobbiamo essere altrettanto dinamici per giocare d’anticipo su cosa potrebbe accadere.

Nell’attaccare un incendio di struttura con metodologie standard/routine offriremo le basi per il disastro!



Addestratevi e divulgate le nuove tecniche ma non dimenticate quelle passate !

                                                              Vigile del fuoco Riccardo Garofalo