mercoledì 9 ottobre 2019

CFBT - CONTROLLARE IL FLUSSO D'ARIA - flow path o air track

Davanti a tutto è importante ribadire le condizioni dell'incendio che s'incontra, ossia il profilo di ventilazione, cioè  un incendio all'interno di un compartimento se è controllato dalla ventilazione o è controllato dal combustibile. Nel primo caso se un incendio è controllato dalla ventilazione vuol dire che l'aria all'interno non entra (cond. sottoventilate) o ne entra poca, affinché l'incendio possa proseguire verso il flashover, quindi la sua deriva potrebbe tendere verso un possibile  flashover indotto o backdraft. Se l'incendio invece è controllato dal combustibile vuole dire che all'interno del compartimento entra aria sufficiente affinché tutto il combustibile possa essere ossidato (bruciato) e quindi proseguire nel suo naturale sviluppo verso il flashover. Quindi se arrivati sul posto dopo aver appurato salvataggi possibili etc ed effettuato un giro a 360° dell'edificio, vediamo del fumo uscire ad esempio dalla finestra o porta, la domanda da porsi è la seguente.....Entra dell'aria??......in che modo sta entrando???...come posso usarla a mio vantaggio????

Differenti flow path con o senza aperture


Nel caso di una  apertura creata o esistente il fumo uscirà nella parte superiore (zona in sovrappressione) e l'aria entrerà dalla parte inferiore (zona di sotto pressione) .

normale flusso d'aria su di un incendio

Se già esistente dobbiamo controllare il flusso d'aria (flow path o air track) in maniera da apportare l'attacco nel modo corretto, proteggere il binomio d'attacco ed eventuali vittime inabili in altre stanze. 
L'antiventilazione già discussa precedentemente è il primo controllo del flusso d'aria!

RICORDA !!!!!!....... Più aria entra e più sarà veloce la combustione.

Nel caso in cui , per esempio, avremmo una finestra aperta dall'incendio e la porta aperta da noi per attaccarlo, si avranno due correnti che alimenteranno l'incendio facendolo crescere in dimensione.

incendio con due apertura stessa altezza

Ora tutto questo è vero in teoria, ma nella realtà il vento sempre esistente i modo leggero o elevato darà una direzione all'incendio, con una parte con più fumo ed una con meno fumo questo sarà il nostro flusso d'aria - flow path che ci darà la direzione o verso in cui deve essere attaccato l'incendio se non ci espone a particolari pericoli, in tal caso deve essere cambiato il flusso o chiudendo le aperture (antiventilazione) o per esempio attraverso la PPA..
E comunque anche se il vento soffia diciamo nella nostra cool zone cioè alle nostre spalle una adeguata ventilazione in uscita deve essere fatta per lo scarico del gas e vapore.

Compartimento con flow path


Ho preso da youtube tre incendi di abitazione da discutere con voi sulla possibile gestione del flusso d'aria.....
Ribadisco che... apprendo attraverso il video l'intervento e non sò nulla, rispetto alle decisioni prese da capo squadra che avrà avuto le sue ottime ragioni per effettuare l'attacco in quel modo.

Primo Caso incendio appartamento

Come si vede nella foto , l'incendio è sito nella finestra centrale dell'appartamento che comunica con la finestra di sinistra dove vi è un pompiere che sta per attaccare l'incendio dall'esterno con il naspo che sale sulla facciata del palazzo. Il flusso d'aria esce dalla finestra di sinistra dove è sito il pompiere ed esce ovviamente dalla finestra centrale dove vediamo il fumo.

Nella finestra di sinistra all'incendio entra l'aria.
Nella foto successiva viene apportato l'attacco dall'esterno ed il fumo e vapore acqueo prodotto nell'attacco cominceranno ad uscire anche dalla finestra di sinistra.

Flusso d'aria cambiato il fumo esce dalla finestra di sinistra
Il flusso d' aria poteva essere usato a vantaggio tattico, effettuando l'attacco da sinistra all'interno, facendo uscire vapore dell'attacco e gas prodotti dalla combustione all'esterno e non all'interno. Gettando l'acqua da fuori è stato cambiato il flusso d'aria perché si è creato come un tappo nella finestra centrale. I gas e le polveri della combustione cosi come il vapore dell'attacco si sono mossi verso il flusso d'aria della finestra di sinistra.

Secondo caso incendio appartamento

Il flusso d'aria in questo caso si muove dalla finestra con la serranda rotta verso la parte incendiata.

flusso d'aria entra dalla serranda rotta esce dalla parte dell'incendio
Appena viene apportato l'attacco dall'esterno il fumo comincia ad uscire dalla finestra rotta perché non potrà più sfogare all'esterno e si muoverà dall'altra parte propagandosi verso la finestra con la serranda rotta.

flusso d'aria cambiato verso la finestra con la serranda rotta

 Anche qui il flusso d'aria non è stato usato a proprio vantaggio tattico facendo semplicemente un giro attorno all'edificio ed attaccato dalla parte della finestra con la serranda rotta, così facendo il fuoco e fumo sono stati sparsi verso l'altra parte dell'appartamento.

Terzo caso d'incendio appartamento

L'incendio è sito in un appartamento di un edificio molto alto, come si vede nella foto la porta dell'appartamento non è stata chiusa ed il flusso d'aria mosso dall'attacco apportato anche in questo caso dall'esterno muove vapori e gas di combustione verso le scale salendo su in cima.

il fumo e vapore escono dal vano scale in cima all'edificio
inutile dire a cosa comporta tutto ciò.

Rrversal flow path

Come si vede cambiare il flusso d'aria è possibile e si dovrebbe fare per migliorare le condizioni del team d'attacco, delle vittime e non propagare l'incendio in altre zone.

Verso di attacco 


Quindi parliamo di gestione del flusso d'aria che consiste nel creare o chiudere delle aperture.
Questa gestione sono le tattiche di ventilazione già discusse nei post precedenti e devono essere fatte sotto quattro regole principali:

  1. L'azione deve essere comandata dal capo squadra o comunque comunicata.
  2. Fare la ventilazione con il team d'attacco pronto ad entrare, avremo un incremento della combustione.
  3. La ventilazione deve essere nella parte opposta al team d'attacco per rilasciare i gas e vapore.
  4.  Non creare ventilazioni dietro il team d'attacco per non comprometterne l'uscita

Tenente Nick Papa, NBFD New Britain Fire Department

Nel punto 3 dobbiamo essere attenti che il vento non colpisca la finestra che dobbiamo aprire....
Un vento che soffia a 9 m/s può creare un incremento di 400°C nel corridoio del team di attacco...e può non essere neanche sopraffatto da due  motoventilatori da 70 cm uniti insieme.

altre info sul link:

https://eurofirefighter.com/flow-paths

lunedì 9 settembre 2019

VENTILARE LE CONDIZIONI DI "HOT WALL"


trasferimento del calore nel compartimento


In un mio video "TECNICHE DI LANCIA che trovate sul canale youtube" dove illustro alcune tecniche nell'utilizzo della lancia  DMR 500, vi parlo, nell'espletamento di un possibile utilizzo, proprio sulle condizioni di "HOT WALL"...... il nome ci dice molto, ma di cosa si tratta?
I confini di un compartimento e cioè muri, pavimento e soffitto possono influenzare le condizioni di un incendio all'interno del compartimento in tre modi:

  1. La grande quantità di calore dell'incendio viene perso attraverso i confini non isolanti, disperdendo il calore all'esterno, in questo caso il muro è freddo ed il calore dello strato di fumo quindi perde calore.
  2. I confini possono essere isolati ed il calore dell'incendio rimane nei gas di combustione ed il potere radiante si incrementa drasticamente.
  3. I confini assorbono grande quantità di calore (es. cemento o mattoni) e queste sono condizioni di HOT WALL che incrementeranno il calore nei gas di combustione ulteriormente.
Quindi quando la radiazione diventa il meccanismo dominante di trasferimento del calore nel compartimento essa è una condizione di HOT WALL dove i muri trattengono calore. Dove il muro disperde calore all'esterno sono condizioni di muro freddo non isolato e cioè COLD WALL.
Nelle condizioni di COLD WALL muro freddo dove domina il meccanismo di trasferimento  del calore tramite la convezione, una ventilazione può condurre alla perdita di temperatura all'interno del compartimento temporaneamente perché avremo un successivo sviluppo dell'incendio.
Nelle condizioni di HOT WALL dove domina la radiazione, ventilare generalmente può condurre ad una perdita di calore, ma la radiazione può sovrastare questa perdita di temperatura con un incremento in velocità del processo di combustione quindi un flashover indotto.



mercoledì 21 agosto 2019

FONDAMENTI TATTICI - S.L.I.C.E.R.S. - R.E.C.E.O - R.E.V.A.S. -

 In altri paesi vi sono degli acronimi  che raccolgono le priorità tattiche. Questi acronimi aiutano sia i capi partenza come anche capi battagliane a non tralasciare  nessun punto fondamentale dell'intervento. Ne elencherò qui di seguito alcuni e vi illustrerò come si usano.



S.L.I.C.E.R.S.

Di recente introduzione basato sulle ricerche del NIST ed UL, questo acronimo provvede ad un range di opzioni tattiche basate sul rischio, che possono essere usate su ogni tipo d'incendio da qualunque dipartimento antincendio in differenti situazioni dalla prima partenza che risponde all'intervento. Dal più occupato distaccamento metropolitano fino al distaccamento più lontano sito in are rurali.
Esso va applicato in accordo con lo staff e risorse a disposizione.


S - Size up - Vista 360° dell'edificio, se le risorse sono adeguate per questo stage dell'incendio, tipo di edificio, numero di piani, stima della parte coinvolta, possibile vita a rischio, dispiegamento (salvataggio, attacco al fuoco, ricerca interna, protezione delle esposizioni).

L - Locate the fire - Localizzare dove è sito l'incendio

I - Isolate the flow path - cercare di isolare il fuoco chiudendo le porte diminuendo la sua propagazione ed alimentazione (percorso dell'aria)


C - Cool the fire from safe distance - Raffreddare l'incendio da una distanza di sicurezza.

Tenendo una posizione esteriore:
  • Se ci sono limiti di acqua o staff o entrambi.
  • Flusso esterno che controlla la propagazione dell'incendio
  • Spiegamento di attrezzi a nebbia (piercing nozzle)
   Effettuare un attacco bliz esterno:

  • Se vi è un alto carico d'incendio
  • Esposizioni minacciate
  • Si deve usare solo acqua della cisterna per un rapido abbattimento.
  Effettuare un attacco transitorio:
http://vvf-flashover-garofalo.blogspot.com/2019/06/cfbt-attacco-transitorio-questo-tipo-di.html
  • 30 - 60 secondi di attacco esterno per riassettare il fuoco.
  • Seguito da un'immediato attacco interno
Operazioni difensive esterne:
  • Risorse inadeguate sulla scena.
  • Troppo rischioso entrare nell'edificio.
  • Raffreddamento delle esposizioni.
Spiegamento interno:
  • Spiegamento interno immediato
  • Protezione del percorso d'uscita
  • Protezione del team di ricerca 
E - Exstinguish the fire - Cercare se possibile di estinguere il fuoco dopo le azioni sopra.


Azioni alternative se opportune

R - Rescue - Anche se il salvataggio dovrebbe essere un'azione primaria, questa potrebbe essere anche in questa posizione se la prima risposta, mette il maggior numero di persone in salvo, mettendo giù il fuoco e salvare un numero elevato di persone che altrimenti con una singola partenza non riuscirebbe a fare.

S - Salvage - Salvataggio di quelle persone che non sono in immediato pericolo come ad esempio in un esodo dalle scale etc.

Ora parleremo di RECEO ed REVAS essi sono acronimi più largamente usati dai capi battaglione che l'acronimo SLICERS visto in precedenza usato dai capi partenza sulla prima risposta in arrivo. Il primo RECEO trova la prima applicazione nel lontano 1940 dal chief Lloyd Layman (US).

R.E.C.E.O. :

R - Rescue - Salvataggio delle persone in immediato pericolo di vita
E - Exposure - Protezione delle esposizioni
C - Confinament - Confinamento dell'incedio stesso principio visto in precedenza.
E - Exstinguish - Estinzione
O - Overhaul - Revisione accurata di tutto lo scenario.

in seguito è stato aggiunto V.S. Ventilation ed Salvage divenedo R.E.V.A.S.

R - Rescue - Salvataggio delle persone in immediato pericolo di vita
E - Exposure - Protezione delle esposizioni
V - Ventilation - Quelle azioni di ventilazione atte a migliorare le condizioni interne sia per le vittime sia per le squadre in attacco.
A - Attack - Attacco offensivo cioè interno della tubazione
S - Salvage - Salvataggio di quelle persone che non sono in immediato pericolo come ad esempio in un esodo dalle scale etc.

I sette punti strategici di Lloyd Layman


lunedì 12 agosto 2019

ESPOSIZIONE DEL POMPIERE AL PARTICOLATO E GAS PRODOTTI DALLA COMBUSTIONE

Una ricerca condotta dai laboratori UL, Chicago Fire Department ed Cincinnati University, ha investigata affondo la relazione tra le particelle dei prodotti della combustione ed i rischi cardiovascolari dei pompieri.
Durante questo studio sono stati collezionati numerosi dati riguardanti questi agenti contaminanti ai quali i pompieri sono esposti nella la loro normale routine antincendio così come il loro equipaggiamento protettivo.
Il proggetto include tre scale d'incendi:
  1. Incendi nell'area metropolitana di Chicago
  2. Incendi di autovetture
  3. Test di materiali di vario genere
Sono stati determinati gas e particolato potenzialmente dannosi per la salute del personale antincendio.


I fattori chiave riscontrati:
  • La concentrazione dei prodotti della combustione trovati dipendevano ad incendio a incendio dipendevano dalla grandezza ed il materiale coinvolto e le condizioni di ventilazione.
  • Il tipo la quantità di particolato e gas generato dipendeva dalle proprietà fisiche del materiale che stava bruciando. Comunque i materiali sintetici creano più fumo rispetto a quelli naturali.
  • La combustione dei materiali generava sostanze asfissianti irritanti ed il particolato era cancerogeno o potenzialmente debilitante.
  • Multi materiali (asfissianti, irritanti e cancerogeni) sono stati riscontrati durante la soppressione e le fasi di revisione (smassamento). Questi materiali potrebbero essere inalati od assorbiti attraverso la pelle dalla contaminazione dell'equipaggiamento protettivo.
  • L'esposizione a questi agenti può dare problemi cardiovascolari o ad una progressione aterosclerosi.
  • Tutti i materiali testati producono vapore (acqua), monossido e diossido di carbonio.
  • In incendi con materiali a base di stirene (C8h8) possono formare benzene, Fenolo ed Stirene.
  • I materiali a base di vinile possono creare gas acido (HCL eHCN) e benzene.
  • Materiali a base d legno possono creare formaldeide, acido formico, HCN e fenolo.
  • Materiali del tetto (US) conducono a gas di diossido solfuro e solfuro d'idrogeno.
  • In campo reale contaminanti aggiuntivi coe arsenico, cobalto, cromo.
  • Le composizioni chimiche del fumo sono state trovate accumulate sui guanti e sottocasco solo nei guanti ovviamnte 100 volte di più rispetto al sottocasco.
Il grande concetto è che il nostro equipaggiamento quando è contaminato continua ad esporci a noi ed i nostri colleghi, a quelle sostanze fino a che non viene pulito.

 Le sostanze penetrano anche nelle giunture degli assemblamenti del nostro equipaggiamento non solo sulla superficie esterna quindi arrivando alla pelle dove la permeazione introduce le sostanze a livello molecolare nel nostro corpo.
La permeazione è molto insidiosa ed invisibile quindi al rientro in caserma dall'intervento una doccia riduce queste problematiche. 
Mantenere il mezzo (APS) pulito il più possibile e se vi si sale con l'equipaggiamento contaminato pulirlo immediatamente al rientro in sede.
Questa è una grande minaccia con il quale dobbiamo convivere però possiamo difenderci con alcune accortezze.
Basta pulirsi in loco spogliarsi e mettere l'equipaggiamento in una busta nera, indossando una mascherina FFP3,  lavarsi viso e mani con il rubinetto dell'aps e sapone e mandare tutto a lavanderia, pulire l'elmetto almeno sopra (in loco) con un panno e sciacquare gli scarponi prima di entrare sull' APS. 
Ultimamente questo aspetto è stato preso in considerazione anche da noi vigili del fuoco italiani
ed applicato durante l'esercitazione avvenuta a giugno 2019 a montelibretti (RM)

Nel video che segue vediamo una modalità di decontaminazione post incendio:






sabato 27 luglio 2019

I RISCHI CHE DOVREBBERO ESSERE CONSIDERATI QUANDO SI USA PPA



Il mio divulgare le grandi proprietà della pressione positiva ed attacco nei post precedenti, potrebbe far fraintendere che sia un semplice approccio tattico antincendio.
Questo potrebbe essere apparentemente vero se si guarda dal punto di vista del materiale richiesto , un apertura d'entrata, una di uscita, più grande della prima se possibile (es. due finestre) ed un motoventilatore.

Ma non è cosi' !

Quindi trovo doveroso dirvi anche i rischi che si incontrano con tale approccio tattico che cambia il percorso di flusso dell'aria (flow path) forzatamente attraverso la PPA.


  1. Forzare aria dentro in un compartimento sotto ventilato può causare un PRF - backdraft.
  2. Il fuoco può essere propagato in un vuoto non visibile o compartimenti adiacenti.
  3. Il fuoco può essere indirizzato indietro al punto di entrata intrappolando i pompieri se non si aspettano i 30 secondi prima di entrare.
  4. Se improvvisamente si verifica un ritorno di flusso a causa di una porta che si chiude quindi il fuoco non ha più l'uscita con l'attacco in atto il ventilatore non va tolto è lunico corridoio d'uscita dei pompieri all'interno.
  5. Il Rilascio del calore sarà aumentato dal ventilatore di circa il 15% quindi dovremmo aumentare i l/min.
  6. I pompieri non devono sostare sulle porte creerebbero un'ostruzione.
  7. Persone intrappolate alle finestre sarebbero costretti a saltare.
  8. I pompieri potrebbero, per errore mettersi nel percorso d'uscita del flow path , anche se remota come possilità in un piano unico, questo potrebbe accadere in una proprietà con multi livelli ed il fuoco è sotto.
  9. Un motoventilatore può ventilare un compartimento totalmente aperto < 200 m2.
Questi sono concetti che dovrebbero indirizzare l'addestramento in questa tecnica. Ribadisco l'uso effettivo della PPA migliora le condizioni dei pompieri li espone a meno rischi, gli fa localizzare il fuoco immediatamente e aiuta nel salvataggio per la localizzazione delle vittime. 

giovedì 27 giugno 2019

CFBT - ATTACCO di TRANSIZIONE

Questo tipo di attacco è stato studiato per ottimizzare la riposta sulla prima squadra in arrivo.
Rendendo più sicuro l'attacco offensivo interno.
Essa consiste nell'avviare un attacco difensivo e cioè dall'esterno, in un incendio che è controllato dal combustibile e sfoga dalla ventilazione in condizioni di post flahover ad alto rilascio di energia, colpendo con un getto pieno il soffitto della stanza interessata  per 30 secondi circa, così da creare un gocciolamento con effetto simile ad un presidio Sprinkler. Ovviamente vi sarà un limite di precisione dato dall'altezza della finestra interessata.

attacco di transizione
Questo raffreddamento dall'esterno dei caldi gas in combustione e del combustibile solido ridurrà il calore totale nel compartimento prima dell'entrata delle squadre.
Questa modalità di attacco a profonde radici storiche nel 1830 veniva eseguito presso la LFB London Fire Brigade e anche negli USA nel 1976 chiamato "attacco bliz" 
Questo attacco detto transitorio è stato studiato affondo da due alte agenzie scientifiche americane NIST - national istitute of standard and tachnology ed UL - underwriters Laboratory, convalidandone le potenzialità.
Tuttavia ci sono alcuni fattori che potrebbero limitare l'efficacia dell'attacco rendendolo:
  1.  Impreciso - se l'incendio non è ubicato nella stanza da dove escono le fiamme o è situato troppo in alto o si usa un getto inadeguato che spinga aria all'interno cambiano il profilo di ventilazione.
  2. Dannoso - a causa dell'espansione del vapore acqueo che sarà altissimo e potrebbe uscire dalla porta d'ingresso se aperta e non controllata da noi, impedendo o investendo un eventuale esodo di persone nelle scale, la stessa espansione del vapore potrebbe investire delle eventuali vittime al pavimento facendogli cominciare a respirare gas e sostanze letali dal crollo del del Piano Neutro ralentandone la ulteriore individuazione per il salvataggio.
Dannoso se impreciso

A parziale risposta l'utilizzo della PPA - Positive Pressure Attack potrebbe aiutare molto nel contenimento di questi possibili effetti non voluti.

Vediamo ora un attacco di transizione apportato su di una prima risposta ad incendio abitazione:


giovedì 13 giugno 2019

PPA - Pressione Positiva ed Attacco


PPA pressione positiva attacco

Molte vittime sono state trovate lontane o in zone adiacenti  alla stanza incendiata o comunque lontani dall'incendio, questo causa della mobilità del fumo. Attraverso vari esperimenti si è evinto che una stanza con mobilio di nuova concezione procede velocemente verso il flashover in circa 3/8 minuti circa con grande produzione di fumo.

Stanze di vecchia concezione vs nuova concezione.
https://www.youtube.com/watch?v=IEOmSN2LRq0

Questo avrà delle conseguenze se non ventiliamo in PPA:

Sulle vittime 
Un essere umano può essere inabile in circa 11 minuti. Nelle attività di ricerca e soccorso le vittime respirano sostanze letali, ed il fumo o aria calda alla temperatura che eccede oltre i 150° celsius è letale se inalata. Ad una temperatura di 55° si cominciano ad avere ustioni sulla pelle.
La ricerca e soccorso in un ambiente pieno di fumo ovviamente fa perdere tempo prezioso.
Se l'ambiente intorno a noi non ci permette di stare senza DPI come può esserlo per le vittime??
Effetti all'esposizione del CO in ppm


Sui pompieri
Il fumo può nascondere pericoli come scale o mobilio precario, cavi etc.
Rallenta un avanzamento rapido verso il fuoco non permettendone l'abbattimento prima che raggiunga la propagazione od il flashover.
Stress termico dato dall'irraggiamento del fumo che detiene il 70 % del calore dell'incendio.
Il potere della combustione (HRR high rate relese) dei moderni arredi è altissimo.

Sulla struttura
La propagazione dell'incendio attraverso la pirolisi dei materiali, questa scenderebbe del 50% circa appena la temperatura scende sotto gli 80° Celsius.
Danneggiamento della struttura da calore e particolato carbonioso che in PPA verrebbe subito convogliato fuori dalla struttura, anche un piccolo incendio può creare danni ad una proprietà.
In aggiunta i pompieri che non vedono bene il fuoco potrebbero commettere errori nel rilascio dell'acqua, che appesantisce il solaio.

A parziale risposta di questi problemi del fumo, in molti dipartimenti antincendio (USA) viene praticata la ventilazione verticale ed orizzontale sul primo attacco.

Ventilazione verticale VS PPA

Ventilazione verticale :
Troppo complessa da mettere in pratica prima dei fatali 11 minuti per le vittime,
troppo complessa da mettere in pratica per alleviare le condizioni intere per i pompieri in attacco, che sarebbero già in grado di rilasciare acqua sul fuoco prima che venga effettuato il foro di ventilazione. Per i nuovi incendi si è stimato presso il comando di  Salt Lake City Fire Department - SLCFD che l'apertura dovrebbe essere il 10% della superficie in combustione per essere efficace, quindi un'apertura troppo grande da effettuare prima che essa sia efficace. Pericoli associati a camminare su di un tetto che potrebbe avere le travature indebolite dall'incendio quindi un incremento di peso su di un tetto indebolito, e problemi relativi al meteo. Approssimità dell'apertura di ventilazione che dovrebbe stare sopra all'incendio il più possibile, causa una propagazione del fuoco se fatta in luogo errato.
Linea temporale tra ventilazione verticale ed attacco della tubazione


Pressione Positiva ed Attacco:
Necessita di semplici attrezzature, un ventilatore, una ventilazione d'entrata dell'aria fresca che metta in pressione positiva il locale incendiato ed una di uscita del fumi verso la pressione negativa cioè l'esterno, e si può utilizzare come uscita una finestra che l'incendio ha gia rotto o è pronto a rompere ed ovviamente un addestramento. Molte storie relative al fatto che la PPA sia un pericolo o non funzioni sono riconducibili al fatto che non è stata ben compresa quindi a errori dei pompieri.

altre info seguono tattiche sul link
https://vvf-flashover-garofalo.blogspot.com/2013/05/laventilazione-come-abbiamo-visto-nel.html

Effetti del rilascio del'acqua sul piano neutro.
In uno studio del SLCFD - si è evinto che i salvataggi di persone vittime in incendi veniva apportato con successo dalla polizia, essa riusciva ad operare i salvataggi in un piano neutro alto e non perturbato, ciò che invece avveniva con il rilascio dell'acqua sugli incendi da parte dei pompieri, la ricerca delle vittime diveniva più operosa dato il crollo del piano neutro ed con questo anche la sopravvivenza delle vittime stesse che inalavano sostanze letali miste al vapore creato.

La pressione positiva può ovviamente venire incontro anche a questo aspetto.

In un incontro didattico sempre nel SLCFD si è chiesto :

Se l'incendio fosse a casa vostra e ci fossero i vostri familiari cosa fareste per prima azione ?

Un buco nel tetto?
Apportare acqua sul fuoco?
Cercare nel fumo?
Fare PPA?

I maggiori benefici della PPV si hanno usandola in attacco cioè in PPA
da più di uno studio si è visto che il ventilatore se non viene preso alle prime fasi non verrà più ripreso in seguito.

Queste sono alcune info che incoraggiano l'uso della Pressione Positiva in Attacco che io sostengo e cerco di divulgare ci sono molti testi che trattano l'argomento uno di essi è un libro completo sull'argomento
PPA - Pressure Positive Attack :

libro pressure positive attack
Segue un video sulla PPA