LA
VENTILAZIONE
Come abbiamo visto nel comportamento del fuoco nei
compartimenti, le aperture di ventilazione hanno un ruolo importante nello
sviluppo dei progressi rapidi del fuoco, una porta o finestra aperta fatta volontariamente
od accidentalmente, può cambiare le condizioni interne del locale coinvolto in meglio o in peggio !!!!
Per questo la ventilazione deve essere fatta con uno scopo ben preciso, con una cognizione tattica delle possibili influenze che questa avrà sull’incendio e di pari passo all’estinzione se non prima!
Tutte le considerazioni sulla possibilità di ventilare devono partire dall’Antiventilazione e dalle condizioni del vento esterno.
L’ANTIVENTIZIONE
L’antiventilazione è
semplicemente quell’azione di non dare aria all’incendio chiudendo una porta ad
esempio, perché con i tempi della stesa di una tubazione le condizioni dell’incendio
possono aumentare e raggiungere il Flashover oppure provocare un Backdraft con
l’apertura della porta al piano del focolaio o semplicemente fatta per non
mandare il fumo nelle scale sostenendo una evacuazione dei residenti dai piani
superiori a quello dell’incendio.
Come si vede partendo
dall’antiventilazione possiamo poi aprire le finestre che danno all’esterno
dove faremmo uscire calore e fumo e vapore acqueo prodotto dalla squadra di
attacco, sempre che il vento non soffi nella direzione dove dobbiamo aprire le
finestre.
VENTILAZIONE IMPREVISTA
Le condizioni del vento non devono essere mai sottovalutate e devono essere riportate al capo squadra se esso ha dato ordine di aprire una determinata finestra (sempre quella più vicina al fuoco). La squadra di attacco può tutelarsi da una ventilazione errata o accidentale data dal collasso sotto il calore, adoperando alcuni accorgimenti mentre attacca l’incendio. Quando si effettua il passaggio porta e si chiude la porta dietro, essa non solo serve a non far progredire l’incendio verso la fase flashover ma anche nel caso collassi o si rompa una finestra, non creerà quelle correnti punto - punto che possano portare l’incendio proprio verso la squadra di attacco. Sarebbe un buon accorgimento chiudere tutte le porte che si incontrano evitando anche le azioni di qualche pompiere che lavora “freelance” o esegue VES (Ventilation Enter and Search).
Aprire una finestra,
eseguire questa azioni di ventilazione, può avere effetti notevoli sulle
operazioni antincendio elevando lo strato di fumo aumentando la visibilità
interna e rendendo l’incendio visibile ed anche sulle operazioni di salvataggio
e la possibilità per le vittime di avere aria sul pavimento.
Ma questa azione può nello stesso tempo aumentare le
condizioni dell’incendio come detto prima, quindi occhio alla portata alla
lancia requisito fondamentale quando si attacca l’incendio!!
La ventilazione quindi
deve essere fatta sotto tre scopi principali:
PER LA VITA
PER IL FUOCO
PER LA SICUREZZA
Vita :
Aumentare l’aria all’interno per elevare lo strato di fumo dal pavimento per le
vittime anche con l’uso della PPV(non se questi sono alle finestre a chiedere
aiuto).
Fuoco:
Rendere l’incendio visibile e far uscire fumo e calore ed il vapore acqueo
dell’attacco anche con l’uso della PPV.
Sicurezza: Lenire
condizioni di Backdraft o fire gas ignition ed aumentare la visibilità.
Essa può essere forzata con l’ausilio di ventilatori
o naturale
- Naturale
La ventilazione naturale è la più veloce da eseguire ed anche la sola in determinati ambienti. Generalmente si effettua ritagliando buchi nel tetto, sfruttando la naturale elevazione del fumo verso l’alto – ventilazione verticale, possiamo effettuarla attraverso le finestre come citato prima con determinati accorgimenti e si chiama ventilazione orizzontale.
Vediamo la ventilazione dal tetto:
https://www.youtube.com/watch?v=jCzviBJxnqU
- Forzata con Ventilatori
Con l'ausilio dei ventilatori possiamo accellerare il processo di ventilazione che naturalmente sarebbe molto più lento.
ATTACCO IN PRESSIONE POSITIVA - PPA
Con l'ausilio dei ventilatori possiamo accellerare il processo di ventilazione che naturalmente sarebbe molto più lento.
ATTACCO IN PRESSIONE POSITIVA - PPA
L’attacco con
ventilazione positiva detto PPA -
pressure positive attack è l’attacco migliore che si possa fare per una
squadra.
1.
Aumenta la visibilità per individuare vittime e
pericoli oggettivi.
2.
Diminuisce le condizioni del calore all’interno.
3.
Aumenta la sopravvivenza delle vittime. (NON se esse
sono alle finestre)
Per effettuarla occorre
una corretta comprensione dei progressi rapidi del fuoco, comprensione del critical flow rate, ed una coordinazione tra i membri del team
data da addestramenti continui.
Vediamo qui di seguito tutte le considerazioni da prendere, prima di effettuare un attacco in pressione positiva:
- Deve essere localizzata prima in modo approssimativo la posizione dell'incendio nella struttura.
- L'apertura deve essere più vicino possibile alle fiamme.
- Il punto di entrata dell'aria sia adatto geometricamente all'uscita dell'aria.
- Le uscite devono essere almeno per il 50% dell'aria che entra.
- I pompieri non devono rendere impraticabile il flusso dell'aria al punto d'entrata.
- Nessuna PPV dove essere usata in condizioni o sospetto di backdraft.
- Nessuna PPV deve essere fatta nei grandi compartimenti dove l'incendio è in ventilazione controllata.
- Nessuna PPV deve essere fatta a meno che l'IC ha la comunicazione chiara con gli equipaggi interni.
- Il controllo della ventilatore deve essere un compito e deve essere fornito di personale.
- La disposizione del ventilatore è critica - non troppo vicino!
- La non conoscenza della proprietà o struttura non và bene per questo approccio. strategico.
- Termocamere possono assistere nella localizzazione dell'incendio.
- Considera l'effetto del sistema di ventilazione meccanica, dove è installato.
- Dove è praticato VES, la PPA non è una tattica vitale a meno che attentamente coordinata con una sola stanza controllata (punto di ventilazione).
- Misure di Controllo del Rischio dovrebbe includere una tubazione di copertura nei punti dove le fiamme escono all'esterno e possono provocare problemi alle esposizioni.
- Il flusso d'aria della PPA non dovrebbe essere applicata mai dopo che entrata è stata fatta.
- Per la PPA dovrebbero passare almeno 30 secondi tra l'attivazione del flusso e l'entrata, per lasciare spazio alla stabilizzazione del fumo mescolato e alla creazione della forza che cambia la direzionale (il NIST suggerisce almeno 120 secondi prima che accade la stabilizzazione).
Se, in un palcoscenico, la condizione del fuoco
sembra peggiorare nella struttura, richiami la squadra interna per evacuazione
e non tolga il flusso dell'aria dall'entrata per assisterli, ma dove
l'incendio sta minacciando la fuga dei pompieri tolga subito il getto dall’entrata
(Capitolo 2 - Euro firefighter – Paul Grimwwod)
(Capitolo 2 - Euro firefighter – Paul Grimwwod)
Rispettare sempre !!! VENTILATORE – UOMINI – INCENDIO – PRODOTTI
Fonte - Euro firefighter - Paul Grimwood -capitolo 2 |
I VENTILATORI
Vi sono molti tipi di ventilatori a scoppio, idraulici ed elettrici.
1. Ventilatori a scoppio
Questo tipo di
ventilatori di grande potenza e possono avere sia coni stretti nelle unità
turbo che larghi con una potenza ridotta, sono di largo impiego e lavorano
generalmente in pressione positiva.
Moto ventilatore PPV
Ma vi sono anche unità che posso effettuare anche la NPV con tubi che permettono l’aspirazione dei fumi dove la PPV non si può effettuare.
Moto ventilatore PPV - NPV
2. Ventilati
Idraulici
Essi sono generalmente
impiegati in atmosfere potenzialmente esplosive, sono dotati di scarico massa
data la carica elettrostatica della turbina e possono essere usati sia in PPV
che in NPV con abbattitore di fumi con acqua nebulizzata che può a sua volta
essere impiegato in PPV per raffreddare ambienti che sono stati sottoposti ad
alte temperature.
Abbattitore dei fumi NPV o
raffreddamento dell’area PPV e lo scarico massa
Possiamo inoltre fare una sorta di moto ventilare con acqua usando una lancia con apertura parziale della maniglia in modo che l’acqua vada sulle pale che infrangeranno il getto, in questo caso è estremamente importante che la lancia non sia totalmente aperta altrimenti si potrebbe danneggiare l’unità. Possiamo usare questa tecnica dove l’incendio è spento o comunque dove non sono impiegate squadre all’interno.
Motoventilatore con acqua per
raffreddamento
3. Ventilatori elettrici
Essi sono molto
versatili e più leggeri delle unità a scoppio ed idrauliche, inoltre la totale
assenza di rumore facilità di molto le comunicazioni verbali e messaggi radio.
Possiamo impiegarli anche in prossimità del locale coinvolto anche se
parzialmente invaso dal fumo non avendo un motore a scoppio. Durante
le ricerche del NIST National institute and Technology sulla PPV con i moto ventilatore si è vista grande rumorosità dell’unità a
scoppio che è tra i 100-110 db, queste unità elettriche possono risolvere l’inconveniente.
Ventilatore
PPV elettrico
I modi i cui queste unità possono essere posizionate sarà data dalla geometria della costruzione e ed ubicazione dell’incendio e l’uscita dei prodotti per una PPV o del locale/i invasi dal fumo.
vediamo qui di seguito alcuni video dove la ventilazione naturale e forzata ha assistito le operazioni e dove è stata fatta in modo tattico e dove ha messo in serio pericolo la squadra di attacco.
Ventilazione naturale verticale tatticamente coordinata:
Ventilazione forzata PPV tatticamente coordinata:
Ventilazione Forzata PPV tatticamente ERRATA !!!
Nell'ultimo link vediamo che non sono state aperte le uscite dei prodotti della combustione e l'aria ha portato l'incedio subito al flashover mettendo in pericolo le unità di attacco all'interno.
Ciao Riccardo, è sempre un piacere leggere il tuo blog :)
RispondiEliminaLa ventilazione è un tema molto discusso negli ultimi anni, ed in parte sconosciuto, perchè quando si usa il termine ventilazione molti pensano ad un motoventilatore, mentre in realtà la definizione corretta di ventilazione dell'incendio è "ogni cambiamento di configurazione delle aperture del compartimento dallo stato iniziale" (hai fatto benissimo a citare l'antiventilazione).
La tecnica Americana prevede la ventilazione (naturale o forzata che sia) come una azione sistematica, per "sbarazzarsi" dei fumi e poter penetrare all'interno del compartimento. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che gli americani non usano l'attacco dei fumi 3D e la ventilazione è per loro indispensabile, anche se ha causato molti incidenti anche gravi.
Il punto di vista Europeo, che considera invece l'attacco e la "inertizzazione" dei fumi, si sdoppia sostanzialmente tra:
- i fautori dell'antiventilazione, soprattutto gli Inglesi e gli Scandinavi, utilizzando soprattutto un "pulsing-penciling" per l'attacco del locale sottoventilato
- coloro che sostengono l'uso di una PPV "moderata", proprio in virtù dei suoi rischi, usata principalmente in scopo difensivo (un esempio: messa in sovrappressione della tromba delle scale per evitare che venga invasa dai fumi),più raramente ed esclusivamente su ordine di un IC (Incident Commander o Ros) usata come PPA, comunque integrandola con le lance LDMR e le tecniche 3D. Un esempio di questi è la BSPP (vedi su Youtube "mode operatoire bspp partie 3" ).
Su Tantad.com puoi trovare anche un buon articolo che tratta di una tecnica di ventilazione che chiamano "discreta", e rappresenta un intermedio tra i due punti di vista Europei.
Ciao, Federico